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Politica

FEDERALISMI/ Europa ipocrita e tecnocratica: se ne è accorto anche l'Economist...

Guido Westerwelle (Infophoto)Guido Westerwelle (Infophoto)

Quanto prospettato in modo prospettico in questo rapporto può forse apparire come un tentativo “meccanicistico” per affrontare le sfide della contemporaneità. Alcune delle idee suggerite, è chiaro, non troveranno benevola accoglienza in non pochi altri Stati dell’Unione. Ma ciò che colpisce positivamente è lo sforzo intellettuale e il coraggio politico dell’iniziativa. Le regole istituzionali che reggono le collettività non sono tanto, come qualcuno vorrebbe far credere, il frutto del tempo, ma soprattutto il prodotto della volontà dei soggetti che animano i processi politici e culturali, che promuovono il dibattito pubblico, e che si propongono di indirizzare secondo precise tavole valori i comportamenti individuali e collettivi. Su questo aspetto il rapporto finale appare chiaro: l’Europa deve agire e presentarsi come una comunità fondata sui valori fondamentali di libertà, eguaglianza e solidarietà che sono inscritti non soltanto nei trattati europei, ma soprattutto nel patrimonio costituzionale delle Nazioni che hanno dato contribuito alla sua nascita e al suo sviluppo. E’ proprio il rispetto di tali valori che deve spingere a tradurre nella realtà, per quanto è possibile, i propositi di chi chiede che l’Europa non si fermi, non arretri di fronte ai problemi, non dimostri un’irreversibile debolezza decisionale e operativa, non si fermi sul fronte delle decisioni tecnico-giuridiche, ma diventi una realtà politica e democratica nel senso più pieno della parola.

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