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MONTI BIS/ Camusso: il Paese devo tornare a votare e a scegliere

Pubblicazione:venerdì 28 settembre 2012

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Sull'ipotesi di un Monti bis Susanna Camusso è categorica: semplicemente no. Lo ha detto al Tgcom oggi in margine alla manifestazione del pubblico impiego a Roma, a cui hanno preso parte circa 30mila persone appartenenti a Cgil e Uil (la Cisl non ha aderito). La manifestazione era indirizzata a protestare contro i tagli e gli esuberi previsti nella spending review. Ieri come si sa Mario Monti aveva accennato per la prima volta a un suo possibile secondo governo, ma solo dopo le elezioni politiche e se qualcuno glie lo avesse chiesto. Una ipotesi praticamente impossibile, aveva commentato lui stesso, ma aveva così voluto far capire di essere disponibile a continuare a impegnarsi nella vita del Paese. Per Camusso il Paese deve poter tornare a votare e a scegliere, deve tornare cioè a una situazione di normalità che chiuda questo periodo di emergenza. Ci vogliono programmi da presentare agli italiani e quindi andare al voto. A proposito della manifestazione di oggi, il segretario della Cgil ha detto che l'Italia senza una politica del lavoro da parte del governo non ce la può fare: i tagli mettono in difficoltà la pubblica amministrazione e aumentano recessione e devoto. "Bisognerebbe affrontare il tema che la PA deve esser diretta da se stessa non può essere sempre preda delle scelte della politica o dei vari governi che determinano lì i serbatoi di consenso" ha aggiunto. Per Camusso quella messa in atto non è una riforma, "il primo fondamentale problema è che si segue la logica dei tagli lineari, senza fare attenzione ai servizi pubblici". Ha poi parlato del caso Fiat, dopo le recenti polemiche, dicendo che la discussione in corso è fatta in modo sbagliato. Il vero tema, ha detto, è come si può qualificare il settore dell’auto nel nostro paese altrimenti la Fiat è destinata ad estinguersi. Infine un commento sulla mancata partecipazione della Cisl alla manifestazione di oggi: " Fa una scelta  che non comprendiamo, di rassegnazione davanti ai problemi che ci sono. Noi abbiamo scelto di continuare a stare con i lavoratori per cercare di cambiare le cose".


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