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GIUSTIZIA/ Giovanardi (Pdl): ecco perché diciamo no al ddl anticorruzione

Il Pdl non intende procedere secondo le imposizioni del governo. Votare il Ddl anticorruzione con la norma sull’influenza illecita, spiega CARLO GIOVANARDI, demolirebbe lo Stato di diritto

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Sono tutti d’accordo: aver intercettato il capo dello Stato e non aver distrutto le intercettazioni delle sue conversazioni private è cosa gravissima. Anche se, ufficialmente, non è stato lui ad essere intercettato direttamente, quanto il senatore Mancino, rinviato a giudizio per false dichiarazioni rilasciate nell'ambito dell'inchiesta sulla presunta trattativa Stato-mafia. Sta di fatto che, per il momento, non si farà alcuna legge in merito. Solamente il Pdl, infatti, continua a invocarne l’urgenza. Per le altre forze politiche, l’eventuale provvedimento, nell’agenda delle priorità, scala all’ultimo posto. Anche per il governo che, per bocca - tra gli altri - del ministro della Giustizia, Paola Severino, ha ribadito come, ora, l’urgenza – nell’ambito della riforma della giustizia - consista nell’approvare il ddl anticorruzione. Ma il Pdl non darà il suo voto. Il senatore Carlo Giovarnardi, membro della commissione Giustizia, ci spiega perché.

Perché, anzitutto, ci tenete tanto ad una legge che ponga dei limiti alle intercettazioni?

Credo che ci troviamo in una situazione kafkiana. Nella Costituzione italiana, infatti, leggiamo che la corrispondenza e qualsiasi altra forma di comunicazione privata sono inviolabili, salvo provvedimenti assunti dall’autorità giudiziaria. La stessa Costituzione afferma che i parlamentari, così come il presidente della Repubblica o del Consiglio, non possano essere intercettati senza l’autorizzazione della Camera o delle istituzioni d’appartenenza.

Quindi?

E’ evidente che ci troviamo in una situazione di assoluta incostituzionalità. Del resto, nel momento in cui l’autorizzazione è stata data per Mancino, perché Napolitano, in ogni caso, è stato intercettato, le sue conversazioni sono state trascritte e, in seguito, non sono state distrutte?

Come siamo arrivati a questa situazione?

Bisognerebbe chiederlo direttamente alla signora Severino. E a tutti i ministri della Giustizia che l’hanno preceduta e che non hanno voluto fare alcunché per porre rimedio a questo genere di abusi. Dal canto nostro, stiamo sostenendo da tempo che un sistema che mette sotto schiaffo e intercetta le istituzioni vada modificato.

Come valutate, in ogni caso, il Ddl anticorruzione?