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PD-UDC/ Il piano segreto di Veltroni per rubare i voti a Casini (e Bersani)

Pubblicazione:lunedì 3 settembre 2012

Foto: InfoPhoto Foto: InfoPhoto

Dopo anni di bipolarismo raccogliticcio, riecco sorgere un nuovo centro che ora sembra più affollato della destra e della sinistra. Finora il centro politico era presidiato in solitudine dall’Udc di Pier Ferdinando Casini, vista l’evanescenza di Futuro e libertà di Gianfranco Fini. Ma in uno spazio mediano si pone da settimane un agglomerato di movimenti e associazioni liberali e liberisti: si parla di Italia Futura di Luca Cordero di Montezemolo e di Fermare il Declino, il manifesto promosso da Oscar Giannino. Montezemoliani e gianniniani, insieme con Generazione Zero di Piercamillo Falasca e con l’appello ideato da Ernesto Auci e Paolo Mazzanti, ipotizzano un vero e proprio partito riformatore e liberista che ha scarse coincidenze di vedute con l’Udc. Non è un semplice paradosso.

Basti pensare al giudizio rispetto al governo Monti. Se Casini è considerato il leader politico più montiano rispetto ai capi partito della coalizione che sostiene l’esecutivo tecnico, i liberisti capeggiati da Giannino e Montezemolo condividono ben poco delle politiche montiane, ritenute poco coraggiose su rigore e imposte (non si è tagliato a sufficienza la spesa pubblica e la pressione fiscale è salita) oltre che nelle privatizzazione e nell’abbattimento del debito. Insomma, se Casini in campagna elettorale si farà paladino della serietà rigorista ed europeista dell’esperienza di Monti, il nascente agglomerato liberista del perfetto anti Grillo, ossia l’intellettuale Giannino, si andrà connotando come un movimento riformatore e radicale che i grillini già considerano di destra in stile Paul Ryan. C’è poi una questione di concorrenza di leadership: si sa che i bolognesi Montezemolo e Casini non hanno troppo feeling. Forse solo un candidato premier (Corrado Passera?, Emma Marcegaglia?) potrebbe metterli d’accordo.

Così, visto che Casini si tiene alla larga da un Pdl nuovamente berlusconiano e quindi, secondo l’Udc, destinato all’isolamento e dunque alla sconfitta, per il partito di Casini la prospettiva al momento più probabile è un’alleanza post elettorale con la coalizione Pd bersaniano-Sel vendoliana. Ma senza esplicitarlo troppo prima delle elezioni perché potrebbe nuocere ai consensi dell’elettorato in uscita dal Pdl e dalla Lega.


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