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LUIGI LUSI/ Riesame: l’ex tesoriere della Margherita resta in carcere

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Luigi Lusi resta in carcere. Niente da fare per l’ex tesoriere della Margherita accusato di aver sottratto, ai tempi in cui ricopriva tale ruolo, 13 milioni dalle casse del partito. I pm si erano dichiarati favorevoli a concedere al senatore gli arresti domiciliari. Nell’eventualità, sarebbe rimasto detenuto in un convento abruzzese. La Corte di Cassazione, addirittura, aveva annullato il provvedimento detentivo, dicendosi convinta del fatto che mancassero le motivazioni per disporre la custodia cautelare preventiva. In sostanza, Lusi non avrebbe potuto reiterare il reato, non aveva nessuna intenzione di fuggire, né di inquinare le prove – o quantomeno non sarebbe stato nelle condizioni di poterlo fare. Così, la Cassazione aveva stabilito che il Tribunale del Riesame procedesse nuovamente nelle valutazioni circa la liceità della misura. E il riesame si è espresso definendola del tutto legittima. Per Lusi era stato disposto il carcere dopo che il 20 giugno scorso l’aula del Senato aveva dato il via libera alla sua richiesta di arresto.  Su 195 senatori presenti, 169 erano stati i votanti; tra questi, 155 si erano espressi a favore dell'arresto, 13 contrari, e uno si era astenuto. Poco prima della votazione in Senato, aveva chiesto che gli venisse riconosciuto il diritto ad un processo equo, e che gli fossero evitata «inutili misure afflittive dal sapore inevitabilmente punitivo e persecutorio». Il senatore, inoltre, aveva denunciato le «inutili e devastanti forzature per appagare la crescente ondata dell'antipolitica, tranquillizzare chi ha un approccio volto solo a trovare un capro espiatorio, soddisfare chi evoca, strumentalmente, i “forconi” della piazza e trovare un colpevole per tutte le stagioni». La Procura di Roma ha contestualmente ritenute che le accuse mosse in sede di interrogatorio da Luci contro Francesco Rutelli ed Enzo Bianco, entrambi appartenente, all’epoca dei fatti contestati, alla Margherita, non fossero fondate. Per questo, Lusi dovrà rispondere anche del reato di calunnia. Anche la moglie di Lusi, Giovanna Petricone, è indagata, assieme a due commercialisti.


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