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PRIMARIE PD/ Rondolino: se Renzi vuole un futuro lasci il Pd

Matteo Renzi (InfoPhoto) Matteo Renzi (InfoPhoto)

Credo che nessuno dei due abbia unito il partito o governato l’Italia, quindi si tratta di opinioni senza alcuna controprova fattuale. Il vero problema non è nell’unione del partito, che considero una delle più pesanti zavorre del nostro Paese. E’ per questo che se Renzi riuscirà a liberarsene avrà sicuramente delle possibilità in più per farsi notare in Italia.

Chi vede favorito alle eventuali primarie del Pd?

Innanzitutto bisogna vedere se verranno fatte. C’è una parte del Pd, composta in particolare da democristiani come la Bindi e Fioroni, che sembra spaventata da tale possibilità. Se però dovessero esserci, personalmente darei per scontata la vittoria di Bersani.

Renzi ha detto che le alleanze si fanno con i cittadini e non con Casini, Vendola o Di Pietro. E’ d’accordo?

Sono d’accordo con Renzi e credo che sia proprio questo il motivo per cui è nato il Partito Democratico. E’ esattamente quello che fece Veltroni nel 2008 con una sola, grave eccezione, vale a dire l’alleanza con Di Pietro. L’ispirazione originale del Pd è proprio quella cosiddetta “vocazione maggioritaria”, cioè un partito post ideologico riformista che si propone di accogliere la maggioranza relativa degli elettori, senza però andare alla ricerca di alleanze con pezzi di “casta”, come Udc e Sel. La vera scommessa è rivolgersi alla società civile, alla gente normale, e Renzi sembra proprio voler restaurare questo aspetto originario del partito.

 

(Claudio Perlini)

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