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Politica

SCENARIO/ Berlusconi guarda a Napolitano per battere Grillo e Bersani

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Si scherza col fuoco, dicevo. Ha ragione Giulia Bongiorno a dire che le intercettazioni non c’entrano con il servizio di Panorama, che c’entra solo il vilipendio alla più alta carica. Se Ingroia dice che niente di quanto pubblicato corrisponde al vero, e lui è fra i pochi che può saperlo, allora era solo un modo, quello usato da parte di un direttore del gruppo Mondadori, per tentare di ingraziarsi chi lo ha voluto lì, sfruculiando il capo dello Stato, come per invitarlo a non montarsi troppo la testa, lui e Monti. Delle serie: ti teniamo d’occhio. Ora, chi lo ha voluto lì come direttore, parlo di Silvio Berlusconi naturalmente, all’indomani ha scelto una testata montiana del centrodestra come Il Foglio per garantire invece amore eterno a Napolitano, così il gioco delle parti è completo: io ti appoggio, ma per favore mi fai fare la legge sulle intercettazioni e non si pensi di poter fare a meno di me.

Sia chiaro, al netto di queste manfrine Berlusconi ha avuto il merito di aver dato il via libera all’operazione Monti e bene farebbe ad andarne fiero sul serio, non solo a parole e a corrente alternate. Così come bisogna dare atto a Pier Luigi Bersani, quando tutti i sondaggi lo davano vincente, di aver accettato il rischio di aspettare un altro anno. Ma ora che la campagna elettorale si avvicina tornano di moda i soliti teatrini in cui ci si auto-compiace nelle rispettive tribù (i social network e i giornali hanno le loro colpe), e ognuno promette e propaganda quanto è impossibile che si realizzi solo per tenere unita la propria tribù, sperando che voti.

Non è nemmeno pensabile, a mio avviso, uno scenario come quello che Ipr Marketing  ipotizza ma di fatto confuta, un governo Udc e Pd, perché al di là dei numeri risicati vivrebbe, o meglio vivacchierebbe, delle ammuine quotidiane fra Casini e Vendola che già vediamo in atto. E non si capisce poi quale sarebbe il premier disposto a metterci la faccia. Forse Bersani ma sono convinto, ripeto, che Napolitano non ci starebbe.

Ecco allora che si va prospettando la nascita di una forza di interposizione, magari a tempo, magari anche solo “elettorale” che utilizzi in franchising il nome di Mario Monti e con un buon risultato elettorale possa essere in grado di vincolare Pd e Pdl alle linee realistiche e responsabili di Enrico Letta e Franco Frattini, meno funzionali alle rispettive propagande, ma più funzionali al Paese. A fine settimana, alla festa dell’Udc di Chianciano, ne sapremo di più. A quel che so né Emma Marcegaglia, né Raffaele Bonanni, né Corrado Passera scioglieranno le loro riserve, come ha fatto con chiarezza il ministro dell’Agricoltura Catania, vicino alla Coldiretti già schieratosi per il Monti bis. Ma di sicuro qualcosa si muove in quest’area, anche con la spinta di Oscar Giannino che – fra l’altro – è molto legato alla Marcegaglia e potrebbe di fatto farle da apripista. Qui comunque non si tratta di avere simpatie per questo o quella, ma di sperare, come ha detto in sostanza Vittadini al Meeting, che una stagione di dialogo vada avanti, mettendo al centro il bene del Paese. Per litigare ci sarà tempo in futuro, e comunque non ce l’ha ordinato il medico.

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COMMENTI
05/09/2012 - complimenti (agostino nonini)

Complimenti per la chiarezza dell'esposizione e per la schiettezza dei contenuti che non si riparano dietro un "se" o un "ma"!

 
05/09/2012 - situazione politica (ottavio di stanislao)

Complimenti per la lucidità. Condivido totalmente l'analisi. Con l'avvicinarsi delle elezioni torna il tifo politico a conferma che i partiti non hanno più a che fare con la realtà. Se pensano di poter fare meglio di Monti perché non non l'hanno fatto quando ne avevano l'opportunità? Che senso ha appoggiare questo governo per poi correre dietro a chi invece lo considera come la più grande sciagura per il Paese? Il bipolarismo degli ultimi venti anni è stato un fallimento da ogni punto di vista. Quando una classe politica fallisce in modo così clamoroso dovrebbe mettersi da parte e non tentare di riproporre lo stanco gioco della contrapposizione destra/sinistra, Berlusconi si, Berlusconi no, che abbiamo visto non ha alcun rapporto con i problemi e con il perseguimento del bene comune. Serve solo a dare dei pretesti perché una classe/casta politica possa sopravvivere con i suoi privilegi in barba alle esigenze sempre più stringenti del Paese.