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Politica

DALLA CINA/ Lao Xi: all'Italia conviene un nuovo accordo con la mafia

Il sostituto procuratore di Palermo Antonio Ingroia (InfoPhoto)Il sostituto procuratore di Palermo Antonio Ingroia (InfoPhoto)

Se vincerà la magistratura la stessa presidenza della Repubblica verrà messa in mora, e quindi a maggior ragione tutte le altre cariche dello stato. Sarebbe una repubblica dei giudici, o almeno questo è ciò che i nemici dei magistrati paventano.

In realtà le alternative rivelano che gli equilibri alla base della prima e seconda Repubblica sono gravemente incrinati e l’Italia avrebbe bisogno di una nuova redefinizione dei poteri con una nuova costituente.

Tale redefinizione non può trascurare, o fingere che non esista la questione della mafia, che tanta influenza politica ed economica ha avuto ed ha in Italia dai tempi dell’unificazione. Certo il problema è una montagna di nervi scoperti ma le mafie non sono una storia esclusivamente italiana, pur con tutte le sue particolarità storiche. 

La Cina forse ha qualche esperienza da offrire al riguardo, poiché ha affrontato la mafia e sostanzialmente sconfitto o messo sotto schiaffo la mafia in vari modi. C’è stata l’esperienza di Mao, di una guerra totale. Dopo la presa del potere dei comunisti migliaia di mafiosi, aderenti alle Triadi, o sospetti tali sono stati acciuffati e sbrigativamente messi al muro. Inoltre l’economia di mercato è stata soffocata. In questo modo la mafia è morta per una quarantina di anni. Quindi la lezione è di una guerra totale che toglie l’acqua insieme ai pesci, cioè elimina l’economia di mercato che può essere corrotta e diventare economia mafiosa, insieme a tutto quello che sembra solo mafioso. Il lato negativo è che bisogna tenere una pressione costante sull’economia e la popolazione. Quando questa viene meno (perché la popolazione all’inizio è felice di non avere la mafia, ma poi pensa che uno stato tirannico non sia un contraccambio equo) la mafia ritorna.

Il secondo esempio è Hong Kong, dove i “mafiosi” o persone in odore di Triade a un certo punto sono stati cooptati dentro il gruppo dirigente economico del territorio dalle varie autorità. In cambio si è voluto un impegno a tagliare i ponti con il passato con minaccia militare in caso contrario. Il vantaggio è una bonifica dell’ambiente economico complessivo, che rende poi più difficile il futuro attecchimento di altri mafiosi. Lo svantaggio è l’ingiustizia profonda di questa cooptazione che di fatto premia chi ha fatto fortuna in maniera ingiusta, ai danni degli onesti.

Una terza soluzione è quella giapponese, dove la mafia locale, la Yakuza, ha stretto un semi patto di convivenza con le autorità per cui pizzo, taglieggiamenti comunque sono mantenuti a un livello basso, tale da non ostacolare la crescita economica. Per un’azienda pagare un pizzo dell’1% in cambio di tranquillità può essere un vantaggio economico, visto che può costare meno che un servizio di guardia. Questo è a spanne il caso giapponese. Se è il pizzo è del 5% o più invece rischia di mettere l’azienda fuori mercato e impedire nuovi investimenti e sviluppo, questo è il caso, semplicisticamente, della mafia italiana. Lo svantaggio della soluzione giapponese è che legittima l’esistenza del crimine nella società.

In entrambi i casi, di Hong Kong e del Giappone, le autorità dopo il patto perseguono con ferocia chi non si adegua. Ci possono essere soluzioni intermedie, e anche continuare con l’attuale impasse dove la mafia è presente a macchia di leopardo nel paese, non forza dominante ma neppure corpo estraneo pronto all’espulsione.


COMMENTI
06/09/2012 - Lao Xi è troppo sapiente (Vito Patella)

O questo Lao Xi è troppo sapiente (nel senso usato da San Paolo), o io sono stupido, o entrambe le cose, perché veramente non ho capito cosa voglia dire l'Autore in questo articolo. La Mafia (Cosa Nostra) è un'organizzazione criminale internazionale, quindi uno Stato sovrano "deve" combatterla, pena il venir meno della propria sovranità. Il punto, invece, che all'Autore neanche viene in mente è: se Cosa Nostra è internazionale, quanto di italiano c'è in quella determinata azione, e quanto, poniamo, di americano,nel senso di (ipoteticamente) USA (o di un altro Paese)? Nel 1943, Cosa Nostra, in Sicilia (Salvatore Lucania, in primis) per chi lavorò? E nel 1992-1993?