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Politica

DALLA CINA/ Lao Xi: all'Italia conviene un nuovo accordo con la mafia

Il sostituto procuratore di Palermo Antonio Ingroia (InfoPhoto)Il sostituto procuratore di Palermo Antonio Ingroia (InfoPhoto)

Ora, bisogna capire cosa vuole fare l’Italia. Dalla distanza il problema della mafia in alcune regioni del sud è essenzialmente di sviluppo. È difficile se non impossibile investire in certe regioni d’Italia senza pagare dei costi eccessivi alla mafia che mettono fuori mercato le produzioni locali.

L’eliminazione della mafia taglia quindi i costi di produzione. Inoltre, i proventi mafiosi danno un vantaggio competitivo ad aziende mafiose che pagano il denaro meno di aziende non mafiose. Il mercato quindi è iniquo a favore di mafiosi contro non mafiosi, e non si sviluppa in senso capitalistico moderno.

Se questo è il problema, varianti locali delle soluzioni Hong Kong o Giappone dovrebbero essere adottate. Se il problema è quello invece di avere giustizia allora bisogna pensare a soluzioni alla Mao. L’Italia deve scegliere.

Venendo da esperienze cinesi il timore è che soluzioni giuste, come quella di Mao, alla fine nella realtà creano ingiustizie più gravi di quelle sanate. Viceversa soluzioni più ingiuste, alla Hong Kong, sono quelle su cui ha marciato la storia del capitalismo e dello sviluppo mondiale negli ultimi secoli.

L’Inghilterra ha creato le sue fortune su quello che Marx chiamò “accumulazione primitiva”, atti di barbarie forse senza pari nella storia, la pirateria di sir Francis Drake contro gli spagnoli, il traffico di schiavi dall’Africa, l’imposizione della libertà della vendita di oppio in Cina. Cioè la oggi santa Inghilterra è nata sul guano di pirateria, schiavismo e traffico di droga, colpe ben maggiori di altre. Nessuno però ha impiccato o processato Francis Drake a 20 o duecento anni dalla morte e un’azienda erede del traffico di droga che uccise milioni in Cina oggi reinveste nell’immobiliare a Pechino e altrove.

L’Inghilterra ha condotto queste trasformazioni e patti con un alto senso politico della propria missione storica. Non possono essere gli schiavisti o i trafficanti di droga a dettare allo stato le condizioni di un patto, deve essere lo stato a imporre condizioni storiche di un passaggio che certamente sarà imperfetto.

L’Italia vuole fare questo passaggio? Ha la forza politica e storica di imporre alle sue mafie una nuova vita? Dopo una risposta a queste domande poi viene anche chi deve imporre nuove condizioni, i magistrati o quale istituzione? Questo l’ambito alto in cui si possono risolvere profondamente le controversie attuali tra presidente e procura di Palermo.

Detto tutto questo forse, almeno a breve, l’Italia pare non abbia la lucidità di pensare il problema dell’attuale conflitto tra presidente e procura in questi termini. I termini oggi paiono piuttosto quelli di una guerriglia combattuta sui codicilli e i commi di legge. Tutto sembra come se quei codici fossero dettati dal cielo, nuova Sharia di uno stato del Dio Diritto, e non fossero i codici frutto della storia e dei suoi compromessi strategici e politici. 

Così tutto andrà avanti fra micro polemiche fino alle elezioni, probabilmente inconclusive, in attesa che la Germania o la Ue decida di abbandonare l’Italia al suo destino o di metterla sotto qualche forma di tutela politica. Al che, entrambi le possibilità potrebbero essere decise da Berlino e Bruxelles piuttosto che da Roma o Palermo.

 

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COMMENTI
06/09/2012 - Lao Xi è troppo sapiente (Vito Patella)

O questo Lao Xi è troppo sapiente (nel senso usato da San Paolo), o io sono stupido, o entrambe le cose, perché veramente non ho capito cosa voglia dire l'Autore in questo articolo. La Mafia (Cosa Nostra) è un'organizzazione criminale internazionale, quindi uno Stato sovrano "deve" combatterla, pena il venir meno della propria sovranità. Il punto, invece, che all'Autore neanche viene in mente è: se Cosa Nostra è internazionale, quanto di italiano c'è in quella determinata azione, e quanto, poniamo, di americano,nel senso di (ipoteticamente) USA (o di un altro Paese)? Nel 1943, Cosa Nostra, in Sicilia (Salvatore Lucania, in primis) per chi lavorò? E nel 1992-1993?