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Politica

NAPOLITANO/ Appello del Capo dello Stato: la disoccupazione giovanile il problema più grave

Un intervento a tutto campo quello del Capo dello Stato Giorgio Napolitano al teatro Toniolo di Mestre, ospite di "Voci Fuori Campo, Giornate della politica" della Fondazione Pellicani

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“I partiti devono impegnarsi in una vera e propria controffensiva europeista. E possono farlo solo europeizzandosi”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano parlando al teatro Toniolo di Mestre, ospite di “Voci Fuori Campo, Giornate della politica” della Fondazione Pellicani. “La questione cruciale, decisiva - ha aggiunto il Capo dello Stato - è che in Europa la politica, i suoi attori e le sue guide, i partiti e leadership, riacquistino quel più alto senso della missione che ne ha fatto in precedenti periodi storici la forza e la grandezza". 'L'unione politica dell'Ue non è più un tabu”, ha anche detto Napolitano. Il presidente della Repubblica si sposta poi su temi prettamente italiani, cominciando da quello riguardante la disoccupazione giovanile, “il problema più serio che abbiamo”. “Non possiamo essere tranquilli e soddisfatti rispetto all'attuale condizione dei giovani in Italia”, ha detto. Per venire a capo del problema, dunque, “una risposta semplicistica non si può dare – ha avvertito - Sarebbe necessario aggredire il problema attraverso molte politiche, molte iniziative”. Un intervento a tutto tondo quello di Napolitano, che interviene anche sulla crisi delle istituzioni, in particolare dei partiti, definiti “sempre meno autorevoli”. Secondo il Capo dello Stato è infatti necessario “dar loro strutture più democratiche e lottare contro la corruzione”. Negli ultimi anni, ha spiegato Napolitano, è avvenuto una sorta di “ripiegamento, un immeschinimento, una perdita di autorità della politica e dei suoi principali attori, i partiti”. Proprio per questo adesso abbiamo bisogno di “una regolamentazione in senso democratico”, una “revisione del sistema di finanziamento” e “rafforzamento delle normative anticorruzione”. Infatti, continua il presidente della Repubblica, “si lavora e si dovrà lavorare, con successo, mi auguro, alla regolamentazione in senso democratico dei partiti secondo l'articolo 49 della Costituzione, alla revisione del sistema di finanziamento dell'attività politica, al rafforzamento delle normative anti-corruzione”. “Non può esserci democrazia funzionante – ha aggiunto - senza il canale dei partiti politici. Nessuna nuova o più vitale democrazia può nascere dalla demonizzazione dei partiti”.