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PRIMARIE PD/ Caldarola: è Berlusconi la carta di Bersani contro Renzi

Matteo Renzi (InfoPhoto) Matteo Renzi (InfoPhoto)

Mi pare che, in realtà, il suo maggior contribuito sia consistito, quando ancora c’era Berlusconi, nella richiesta di abbandonare l’antinomia berlusconiani-antiberlusconiani. Ora che la questione è divenuta ormai inesistente, stupisce l’assenza di qualsivoglia pronunciamento di Renzi su temi di eccezionale gravità quali la situazione delle miniere sarde, l’Ilva di Taranto, gli stabilimenti di Pomigliano o Mirafiori; come può candidarsi a capo del governo un leader che sui dossier principali del Paese non dice alcunché, perché o non vuole esporsi o non ha le competenze per farlo?

Quindi, ha ragione D’Alema?

Si può anche imparare a governare iniziando dalla vetta; come ha fatto, per intenderci, Obama; il problema, quindi, non può intendersi nei termini posti di D’Alema. Ben più grave dell’assenza di esperienza è l’incapacità di non aver espresso una posizione sui temi più caldi. Sappiamo come si potrebbe comportare Bersani su tali questioni, ma non abbiamo idea di come le affronterebbe Renzi.

A proposito di D’Alema: è intenzionato a tornare in prima linea?

D’Alema è un combattente, e l’idea che possa essere messo da parte può venire giusto solo a Renzi. L’ex premier, infatti, tanto per cominciare, ha un seguito, sia nel mondo politico che giornalistico. Inoltre, ha delle idee. Che pone da molto tempo. Più che un ritorno in campo, si tratta della volontà di non esserne estromesso.

Per inciso: cos’ha fatto in questi anni? Realmente ha tramato e ordito nell’ombra, come ai più piace pensare?

Ma no… Direi che è rimasto in disparte, dedicandosi a quello che più gli piace: coltivare relazioni internazionali.

Trova verosimile il patto d’acciaio di cui hanno parlato i giornali?

Mi sembra troppo realistica l’ipotesi per potersi trattare di un complotto. Posto che il Pd vinca le elezioni, a chi vuole che vadano le poltrone più importanti? Mi pare ovvio che, per assegnare la presidenza della Camera, Veltroni sia un candidato più forte di, per intenderci, un Orfini o un Fassina.

 

(Paolo Nessi)

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