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PRIMARIE PD/ Caldarola: è Berlusconi la carta di Bersani contro Renzi

Pubblicazione:giovedì 6 settembre 2012 - Ultimo aggiornamento:giovedì 6 settembre 2012, 8.48

Matteo Renzi (InfoPhoto) Matteo Renzi (InfoPhoto)

Tutto può dirsi di Renzi fuorché non sia stato in grado di unire il Pd. Contro di lui. Se fino a poco tempo fa il partito era terreno di scontro tra bande armate, capibastone, e correnti vari, tutti oggi marciano compatti per neutralizzare il sindaco di Firenze. A partire da D’Alema, che è tornato tra i vivi per decretare: “Renzi non è adatto a governare”. Sta di fatto che avrà libero accesso alla competizione per scegliere il futuro premier di coalizione. Bersani, infatti, ha detto che si potrà partecipare alle primarie, in deroga allo statuto del partito che prevede che il candidato premier sia il segretario del partito. Nel frattempo, è emersa l’esistenza, ovviamente smentita fin da subito dai diretti interessati, di un patto di ferro che blinderebbe alcuni tra i ministeri e le cariche istituzionali più importanti in caso di vittoria del Pd, assegnandoli ai soliti D’Alema, Fioroni, Franceschini, Veltroni e via dicendo. Abbiamo fatto il punto della situazione con Peppino Caldarola.

Renzi è realmente accerchiato?

Effettivamente, la rottamazione da lui sbandierata sta unificando pressoché l’intero gruppo dirigente, inteso a fermare l’ondata di grillismo interno. Non spaventa tanto lui, quanto il fatto che possa passare l'idea secondo cui chi ha una certa età deve andarsene a casa. Idea che affascina non solo i giovani, ma i più anziani in assoluto, quelli che sono ormai da tempo fuori dai giochi. 

Bersani ha detto che le primarie non saranno un congresso. Teme che si modifichino gli equilibri interni?

La vittoria di Renzi è improbabile; la sinistra, infatti, piuttosto di votarlo si farebbe tagliare le vene. Sta di fatto che otterrà un risultato importante. Di conseguenza, si tratterà di un vero e proprio congresso. D’altronde, la competizione si farà contro lo statuto, che prevede che il segretario del partito sia il candidato premier; il fatto di indire primarie che ne modificano i connotati, significa, di fatto, dargli un carattere congressuale.

Perché, secondo lei, Bersani ha agito così?

Siamo in un clima tale che, se si fosse fatto scudo dello statuto, avrebbe dovuto affrontare la sollevazione dei sostenitori di Renzi, quali Veltroni e i veltroniani, tanto per citarne alcuni.  

A parte il dato anagrafico, qual è il valore aggiunto di Renzi?

 


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