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DDL PORTABORSE/ Moffa (Commissione Lavoro): accordo bipartisan per regolare i "consulenti"

Pubblicazione:venerdì 7 settembre 2012

Foto: InfoPhoto Foto: InfoPhoto

E' un passo verso una forma di regolarizzazione del rapporto di lavoro. Non si può utilizzare personale sia pure consulenziale di supporto fuori da una regola contrattuale chiara. E poi si va verso la trasparenza assoluta nel caso dei contributi attualmente assegnati al deputato per avvalersi del collaboratore.

 

La figura del portaborse in Italia ha sempre dato adito a commenti maliziosi se non cattivi...

 

Personalmente parto da un principio: in tutti i Paesi  europei si è regolamentata la materia. Il deputato viene messo in condizioni di svolgere il suo mandato avendo anche una segreteria, un supporto dal punto di vista tecnico e amministrativo e anche da quello di consulenza. In tutti i Paesi hanno trovato forme di regolamentazione della materia. E' chiaro che se il portaborse, come accaduto in molti casi, è un familiare, è evidente che c'è una stortura. Ma se è il soggetto che fa parte di uno staff che supporta il deputato nel suo lavoro, cioè è del tutto regolare e accettabile. Era l'uso abnorme che denunciava il limite della situazione: nel momento che viene prevista addirittura una legge di inquadramento si sottrae al deputato la possibilità di un uso abnorme di queste risorse perché vengono imputate direttamente alla Camera e al Senato. Tutto questo viene superato. 



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