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Politica

SCENARIO/ 2. Sallusti: ecco perché i sondaggi shock non preoccupano Berlusconi

I sondaggi dicono che anche con Berlusconi il Pdl non supera il 20%: che cosa farà Silvio? Per ALESSANDRO SALLUSTI, direttore de Il Giornale, il candidato ufficiale è sempre lui

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Sondaggi shock, li ha definiti qualcuno, tanto che avrebbero demoralizzato anche il sempre positivo Silvio Berlusconi. Senza di lui, il Pdl si riduce a un misero 5%, con lui non va oltre al 18, massimo 20%. Proprio questo ultimo dato lo avrebbe fatto cambiare nuovamente idea sulla discesa in campo, tanto che in molti nel suo partito gli chiedono di decidersi una volta per tutte: la campagna elettorale sarebbe già cominciata. Per Alessandro Sallusti, contattato da IlSussidiario.net, questi sondaggi non dicono granché di nuovo: "E' evidente che senza Berlusconi il Pdl non esiste, ma questo si sapeva. Nella percezione della gente il Pdl è Silvio Berlusconi". Per il direttore de Il Giornale, poi, visto che sulla legge elettorale non si riesce a trovare un accordo, meglio andare ad elezioni anticipate: "Più passa il tempo e più il blocco di sinistra ne trae vantaggio".

Direttore, si parla di sondaggi shock per Berlusconi: è così?

Sinceramente non vedo una grande novità in questi sondaggi. Nella percezione della gente il Pdl è Silvio Berlusconi. Da quello che mi risulta i sondaggi sono stabili da mesi, un mese più un mese meno, tra il 18% con dei picchi al 21 al 22% in base agli umori contingenti. Senza Berlusconi è evidente che il Pdl non esiste o non è percepito come una forza innovatrice in grado di essere alternativa al blocco di sinistra. Quindi non mi stupisco se senza si arriva al 10. Il 5% che dice lei onestamente mi sembra poco.

Berlusconi però sarebbe rimasto amareggiato dai sondaggi che dicono di un Pdl che anche con lui non supera il 20%, tanto da non volersi più candidare. Si dice che stia pensando a un candidato a sorpresa.

Berlusconi è sempre quello che all'ultimo momento spiazza tutti, è la sua tecnica da sempre. Tirare fuori dal cilindro le sorprese è quello che ci ha abituati a vedere. Da quello che ne so io però lui ha deciso di scendere in campo: se poi da qui al momento ufficiale cambierà idea o trova una soluzione diversa lo staremo a vedere. Al momento il candidato è lui.

Il che sarebbe dunque la decisione migliore per il Pdl.

Lo dicono i sondaggi di cui stiamo parlando, lo dice anche la gente, quella che risponde ai sondaggi, e lo dice il buon senso perché senza di lui una leadership forte in grado di tenere in piedi un partito che ha anime diverse e talvolta contrastanti tra di loro, non esiste.

Niente Berlusconi, niente Pdl?

Non dimentichiamo un'altra cosa: che Berlusconi dà il meglio di sé in campagna elettorale. Pensiamo alla penultima campagna elettorale quando ha recuperato 10 punti in 40 giorni. Adesso qualcuno sostiene che questo miracolo è irripetibile, ma vogliamo anche solo dimezzare quel risultato, recuperare anche solo 5 punti? Vorrebbe dire portare il Pdl sul 25% e riagguantare, punto più punto meno, il Pd.