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IL CASO/ Facci: vi spiego il gioco delle parti tra Grillo e Casaleggio

Beppe Grillo, leader di M5S (InfoPhoto) Beppe Grillo, leader di M5S (InfoPhoto)

E questa secondo lei non è una cosa positiva?

 

Il rischio semmai è che qualcosa di diverso sfoci dal partito di Grillo, come è già successo; qualcuno che ritrovi in Val Susa a tirare sassi, oppure alla manifestazione romana a tirare manganellate ai poliziotti. Non si conoscono più i confini tra centri sociali, blacK block e quant'altro. Grillo dice: noi non apparteniamo a loro, ne prendiamo le distanze ed è molto semplice: loro, i grillini, non sono niente.

 

Crede che alle prossime elezioni nazionali i Cinque Stelle guadagneranno altri voti? O i partiti tradizionali recupereranno?


Credo che i partiti non riusciranno sicuramente a recuperare più di tanto anche perché ricordiamoci che la campagna elettorale a Grillo l'hanno sempre fatta loro continueranno in parte a farla.

 

In che senso?

 

Guardiamo ad esempio a questo cincischiamento indegno sulla legge elettorale. Alla fine, quale che sia la formula scelta, essa preserverà un minimo di listino e di decisione del partito. Stanno facendo la legge per se stessi. Questa cosa non passerà sotto silenzio e quindi i grillini grazie a loro prenderanno sempre più voti.  

 

Che ne pensa di quanto detto da Grillo, che contro di lui ci sarebbe una campagna d'odio?

 

In Italia, in virtù di una serie di incidenti capitati specialmente negli anni 70, gli opinionisti e gli intervistati tendono sempre a dire: non va sottovalutato questo e quest'altro. Perché temono un giorno di essere smentiti e di avere sottovalutato qualcosa, ad esempio le Brigate rosse o l'autunno caldo che deve arrivare ogni anno e non è mai arrivato. Quella di Grillo è una cosa che non va sottovaluta, va proprio liquidata. E' già troppo che perdiamo del tempo a parlarne. 


(Paolo Vites) 

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