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SCENARIO/ Il Monti bis, lo "schema 33" e la tentazione di Berlusconi

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Difficile dire come finirà, ma il buonsenso vorrebbe un compromesso. Il più sensato vorrebbe una rinuncia alle preferenze da parte del Pdl, in cambio di una limitazione al primo partito ed al massimo al 10 per cento del premio di maggioranza, “aggiustando” in salsa italiana il sistema tedesco, che prevede per metà collegi uninominali e per metà liste di partito bloccate.

C’è uno schema che circola a Palazzo madama: prevede il 33 per cento di seggi ai vincitori dei collegi, il 33 per cento ai migliori perdenti, e il restante 33 per cento alle liste proporzionali, il tutto con basso premio di maggioranza e sbarramento al 4 o al 5 per cento.

Spenti i riflettori delle maggiori feste di partito forse l’intesa sarà più semplice, anche se forse a dire la parola che potrebbe sbloccare l’impasse potrebbe essere ancora una volta Silvio Berlusconi, quando avrà sciolto i suoi amletici dubbi sul futuro.

Quel che è certo è che si va verso un sistema in cui i giochi per il governo si faranno solo dopo il voto, con una grande discriminante: se l’alleanza Pd-Sel, allargata all’Udc avrà in entrambe le camere i voti per governare, oppure se saranno di nuovo necessari i voti berlusconiani. In quel caso le quotazioni di un Monti bis salirebbero vertiginosamente.



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