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LETTERA/ Binetti (Udc): a Chianciano Casini "scioglie" il partito e fa una lista

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Corrado Passera insieme a Pierferdinando Casini, leader dell'Udc (InfoPhoto)  Corrado Passera insieme a Pierferdinando Casini, leader dell'Udc (InfoPhoto)

Andrea Oliveri, il presidente delle Acli, si dichiara decisamente vicino al nuovo progetto Udc per la sua rinnovata capacità di impegnarsi nella linea di un’economia sociale di mercato. Clini mette in evidenza che le energie rinnovabili sono una grossa opportunità di lavoro per i giovani, se sapranno approfittarne. Ma parla soprattutto di una nuova frontiera dell’etica politica, quella che come insegna in questi giorni il caso Ilva, lega diritto al lavoro, lavoro e diritto alla salute. Tutte le persone che si alternano sul palco contribuiscono a disegnare un progetto politico tutt’altro che facile, esigente, che richiede sforzi e sacrifici, ma che sorprendentemente entusiasma la platea. Più di una volta si sente ripetere che l’Udc non e né una costola della sinistra, né una costola della destra, ma un partito destinato ad andare oltre i suoi confini attuali per includere tutti coloro che amano l’Italia. Sembra un’espressione generica, ma sembra anche che la platea ne colga il significato più ampio e profondo e tutti si sentono parte di questo nuovo popolo di potenziali elettori. 

Casini  annuncia una strategia politico-elettorale per questo nuovo soggetto politico, che non sarà un partito, ma una lista per l’Italia, una lista caratterizzata da unità nella diversità con una formula che esige collaborazione programmatica e non include questioni indisponibili, proprio perché non essendo disponibili non possono neppure essere oggetto di accordi programmatici. La stessa linea viene ribadita da Pisanu che considera superata l’esperienza delle due coalizioni, destra e sinistra, per la loro stessa eterogeneità che non ha consentito in nessun caso un’esperienza di buon governo. Il Paese paga le conseguenza di un pesante ritardo nelle riforme strutturali perché e mancata all’una e all’altra coalizione il coraggio di cambiare ciò che poteva essere cambiato, preferendo scaricare la responsabilità sulla controparte, mentre si facevano promesse impossibili nell’eventualità di potersi sostituire a chi stava governando. Uno strano paradosso in cui il filo rosso che ha attraversato questi venti anni di alternanza politica tra la destra e la sinistra è stata la linea delle promesse elettorali mai  mantenute, fatte per vincere le elezioni, ma non per rispondere alle effettive necessità del Paese.

Al pubblico di  Chianciano la fedeltà dell’Udc al governo Monti è sembrata la carta migliore per garantire una svolta non solo nella vita del Partito ma in tutta la linea politica del Paese. E proprio questa fedeltà, non scevra da critiche da un lato e dall’altro degli altri schieramenti politici, è sembrata la migliore garanzia per fare dell’Udc un partito di governo. Anche se molte cose restano ancora sospese e da verificare con i fatti... La premessa ideale per incominciare a lavorare fin dalla prossima settimana e mettere a frutto impegni e speranze in quel che resta di questa legislatura, densa di difficoltà ma anche di possibilità e di nuove prospettive.

 



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COMMENTI
10/09/2012 - Questioni indisponibili (GIOVANNI PIERONI)

Le questioni indisponibili, che poi sono le grandi questioni, leggo che sono escluse dalle ipotesi di collaborazione. Purché restino comunque un punto fermo dell'attività di questa nuova lista.

 
09/09/2012 - un consiglio (francesco taddei)

Penso che almeno Casini ha chiaro in mente ciò che vuole. Perché Berlusca non fa lo stesso con piccoli e medi imprenditori, con giovani imprenditori e con ricercatori universitari (che abbiano un'idea di università diversa da quella egualitarista di adesso) invece che i lobbisti antiliberali di adesso?