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SPILLO/ E se dessimo il nostro parlamento in mano al presidente dell'Uruguay?

Il presidente uruguagio Pepe Mujica è un ex guerrigliero che regala il 90 per cento del suo stipendio a fondi di solidarietà. ARTURO ILLIA racconta l'esempio virtuoso dell'Uruguay

Josè Alberto Josè Alberto "Pepe" Mujica Cordano (InfoPhoto)

Mentre il deputato spagnolo Guillermo Collarte provoca una bufera mediatica in Spagna dichiarando di "vivere piuttosto male perché guadagno solo 5.100 euro al mese" (chissà se chiederà asilo politico in Italia, paese dove il suo salario ascenderebbe a minimo 12mila euro ma dove tempo fa un deputato si lamentava di non poter tirare avanti con 23 mila...), in America Latina si assiste a qualcosa di incredibile, di questi tempi, nel mondo politico. L’Uruguay scopre di avere un presidente povero, almeno secondo una nota pubblicata dal giornale spagnolo Abc, secondo la quale José Alberto "Pepe" Mujica Cordano, suo attuale presidente, dona il 90 per cento del suo salario (stimato in appena 12.500 dollari) a fondi di solidarietà locali ed associazioni che si occupano di edilizia popolare.

Pepe Mujica vive in una modesta casa con terreno annesso, alla periferia di Montevideo con sua moglie (la senatrice Lucia Topolanski) e la loro cagnetta Manuela. Mujica usa per i suoi spostamenti una comunissima Opel Corsa ed è una persona normalissima che esce di casa, nei suoi momenti liberi, a fare le sue brave commissioni, incontra la gente comune, aiuta la moglie a fare le pulizie. La sua vita quotidiana è diventata aneddotica per molti suoi connazionali: si racconta per esempio che, uscito per andare da un ferramenta ad acquistare una tavoletta da wc, durante il ritorno abbia incontrato dei soci di un club sportivo della zona che lo hanno invitato, seduta stante, a recarsi alla sede per partecipare ad un dibattito, cosa che Don Pepe ha accettato con piacere. Mujica ha infatti preso parte alla sessione intervenendo con sottobraccio il curioso ricambio appena acquistato.

Mujica ha inoltre dichiarato che, non appena terminato il suo mandato, si recherà in pensione donando parte del suo sostanzioso emolumento. "Quello che ho mi basta ed avanza per vivere, specialmente se penso che molti dei miei compatrioti vivono con molto di meno", ha dichiarato. E, proprio in risposta alla nota apparsa su Abc, Mujica ha risposto che "non sono povero... poveri sono quelli che mi considerano tale. Possiedo poche cose", ha continuato, "voglio avere il tempo per dedicarlo alle cose che mi motivano. Se ne avessi tante dovrei occuparmene e non potrei fare quello che realmente mi piace". Questa è la "vera libertà" secondo Pepe Mujica, "l’austerità, il consumare poco: la casa piccola, per poter dedicare tempo a ciò che realmente mi fa godere". In caso contrario, ha detto, "dovrei avere del personale che si fa carico della mia residenza". E poi ha esclamato: "No... tre locali per me sono più che sufficienti. Con mia moglie facciamo le pulizie e tutto finisce lì. E a quel punto sì che abbiamo tempo da dedicare a ciò che realmente ci entusiasma. Non siamo poveri".