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Politica

NAPOLITANO/ Il "metodo di Rimini" per affrontare la realtà

Giorgio Napolitano al Meeting di Rimini (Foto: Infophoto)Giorgio Napolitano al Meeting di Rimini (Foto: Infophoto)

Quale è l'Italia che Napolitano desidera e su cui invita allo sforzo la classe dirigente del Paese? Secondo il Presidente: “Ripresa e rilancio dell'economia e avanzamento civile del Paese non possono separarsi”. Da questa aspirazione del Presidente le critiche per le cose non fatte, per quelle che si sono dimenticate, per le riforme mancate. L'invito a risolvere i problemi dei giovani, a valorizzare il capitale umano, a non disperdersi in risse politiche.
Si può discutere e anche non condividere il passato politico di Napolitano, ma non si può dimenticare il suo impegno e la grande scuola politica a cui è appartenuto e nella quale è cresciuto. Forse per questo, quasi al termine del suo intervento, il Presidente della Repubblica lancia un altro messaggio di metodo citando Benedetto Croce: “Senza politica, nessun proposito, per nobile che sia, giunge alla pratica attuazione. I partiti politici in avvenire si combatteranno a viso scoperto e lealmente e nel bene dell'Italia troveranno di volta in volta il limite oltre il quale non deve spingere la loro discordia”.
E aggiunge ancora citando Croce: “Il disprezzo della politica non porta da nessuna parte, è pura negatività e sterilità”. La politica ovviamente non può ridursi a conflitto cieco o a mera contesa per il potere, senza rispetto per il bene comune e senza qualità morale.
Vedremo nelle prossime settimane se questo “limite” a cui si è richiamato Napolitano sarà davvero preso in considerazione oltre le dichiarazioni di maniera (azzardato dire rispettato) dalle forze che affrontano le elezioni politiche. 

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COMMENTI
02/01/2013 - In due si capisce di più (claudia mazzola)

Ascoltando il discorso del Presidente della Repubblica ho avuto un giudizio diverso. Ringrazio per questa gradita delucidazione Gianluigi Da Rold, mi ha messo davanti una realtà ben diversa e buona delle parole di Napolitano.