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PD/ Ceccanti: un Bersani sempre più a sinistra farà saltare il dialogo col centro

Pier Luigi Bersani (InfoPhoto) Pier Luigi Bersani (InfoPhoto)

Io penso che sia decisiva la scelta dei tempi. L'esperienza ha dimostrato che se la riforma non si fa ad inizio legislatura, sotto il velo di ignoranza dei rapporti di forza futuri, poi non si riesce più.

 

Lei ha dichiarato che il Pd sconta una mancanza di pluralismo. Per quale motivo ritiene che primarie e parlamentarie non siano bastate a garantire il pluralismo?

 

Perché nella scelta degli strumenti, accanto alla giusta valorizzazione del pluralismo dei territori e dell'elettorato di appartenenza, bisogna anche trovare i metodi di rispecchiare un pluralismo di posizioni politico culturali su base nazionale e l'attrattività per l'elettorato più di confine. Bersani da ministro ha perseguito più di ogni altro la strada delle liberalizzazioni.

 

Nella prossima legislatura riuscirà a fare le riforme che l’Italia attende da decenni?

 

Credo di sì e penso che una collaborazione tra Bersani e Monti renda ambedue più forti nel perseguire queste riforme, con una sinergia positiva, riducendo in entrambi i campi le forze frenanti.

 

Con Bersani segretario il principale partito italiano di centrosinistra ha completato il processo di trasformazione iniziato nel 1991?

 

A me sembra che il guado riguardi il sistema nel suo complesso perché la seconda fase della repubblica ci ha dato l'alternanza, prima esclusa, un bene prezioso da mantenere; essa però non ci ha dato la governabilità, che dipende non solo da spinte volontaristiche dei partiti ma anche da una revisione della seconda Parte della Costituzione.

 

Per il Financial Times, Bersani si starebbe spostando troppo a sinistra. Condivide questa analisi?

 

Che io la condivida o meno conta obiettivamente poco, di fronte al fatto che lo scriva il Ft. Il punto sta nell'idea di recuperare il rapporto col centro quasi solo attraverso l'alleanza con Monti anziché rivolgersi anche direttamente e principalmente all'elettorato centrale. Non basta la scelta di qualche indipendente per bilanciare. Su questo si dovrà lavorare. Ci aveva provato Renzi, ma non mi sembra che dopo le primarie si sia rivelato all'altezza nel far vivere questa prospettiva e non perché dovesse mantenere una conflittualita' superata. Doveva passare ad altre forme di impegno, invece e' sembrato adottare una linea minimalista perché rischia di scoprire parte dell'elettorato pd.

 

(Pietro Vernizzi)

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