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Politica

CAOS LISTE M5S/ Vulpio: tutti i "guai" di Beppe Grillo hanno una regia...

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Per molto tempo Grillo ha tenuto tutti sulla corda riguardo la propria candidatura. Adesso minaccia di ritirarsi a causa della presenza di liste civetta, ma nel frattempo (e qui ritorna la perfetta scelta di tempo) si candida come “capo politico”, visto che non vuole che venga chiamato premier. Ma non aveva detto più volte che, con una sentenza passata in giudicato, non sarebbe stato possibile candidarsi? E non aveva forse detto che lui stesso non si sarebbe candidato? Vorrei ricordare che non stiamo parlando di una sentenza per diffamazione a mezzo stampa o per non aver pagato una cartella esattoriale, ma per omicidio colposo plurimo. (il 14 marzo 1985 Grillo venne condannato per omicidio colposo a quattordici mesi di reclusione col beneficio della condizionale e della non iscrizione. Tale condanna sarà resa definitiva dalla IV sezione penale della Corte Suprema di Cassazione l'8 aprile 1988, ndr).

Come giudica invece le presunte parole di Grillo su CasaPound, poi smentite?

Anche in questo caso si è dimostrato molto abile. In fondo non trovo niente di particolarmente sconvolgente nelle sue parole, ma anche in questa circostanza ha sfruttato al meglio il proprio talento teatrale. Probabilmente dovrebbero essere gli esponenti di CasaPound a stare attenti a non mischiarsi con Grillo, non viceversa, visto che loro non hanno mai fatto comizi contro i rumeni o "sparato nel mucchio" come ha fatto invece Grillo.

Cosa pensa infine della candidatura di Favia con "Rivoluzione Civile" di Ingroia?

Favia non è Tavolazzi e non può essere considerato un vero dissidente del Movimento 5 Stelle. O meglio, è stato un dissidente con il paracadute: mi chiedo infatti come possa candidarsi (legittimamente, per carità) con Ingroia e continuare ad essere rappresentante della lista Grillo al consiglio regionale. Non crede sia un controsenso? Tutto questo comunque per dire che da Grillo, a Favia fino ad Ingroia e ovviamente non solo, siamo circondati da persone che invocano coerenza, ma sempre e solo dagli altri. Le regole devono essere rispettate, certo, ma dagli altri. Questo è il doppiopesismo che purtroppo contraddistingue sempre di più il sistema italiano e che probabilmente non permetterà di costruire mai niente di buono.

Come spiegato in un recente articolo de Il Messaggero, in base a una recente classifica basata sul fact-checking (il controllo dei dati utilizzati dai politici per verificarne la veridicità) emerge che Grillo è il meno veritiero tra i leader politici (44%), anche meno di Berlusconi (51%). Cosa ne pensa?

Come volevasi dimostrare. Nell’antichità era il teatro il luogo dell’impegno civile, in cui sorgevano i temi e i problemi politici di una comunità. E’ stata poi la stessa politica a  trasformarsi in teatro: quindi chi, meglio di un comico e di un attore come Beppe grillo, può utilizzare perfettamente questo strumento? Siccome però il teatro è imitazione della realtà e non una sua originale fotografia, allora non mi meraviglia il fatto che in fin dei conti sia stato anche il meno coerente. 

 

(Claudio Perlini)

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