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CAOS LISTE M5S/ Vulpio: tutti i "guai" di Beppe Grillo hanno una regia...

Pubblicazione:lunedì 14 gennaio 2013

Foto: InfoPhoto Foto: InfoPhoto

“Io non ho aperto a nessun partito e non sono fascista né simpatizzante del fascismo”. In poche righe, pubblicate sul proprio blog, Beppe Grillo replica alle recenti voci che ipotizzavano una possibile apertura a CasaPound, movimento politico di estrema destra. “Invece ho detto e ribadisco  - continua a scrivere l’ex comico genovese - che il M5S non è un movimento ideologico, ma vuole ottenere la democrazia diretta E' un movimento al quale chiunque non sia iscritto a un partito e accetti il suo programma, può iscriversi. E' ecumenico”. Intanto, dopo la presentazione dei simboli da parte di Pd, Sel, Fli e Lega, il leader del Movimento 5 Stelle non nasconde la propria rabbia per la presenza di un logo praticamente identico a quello del M5S, presentato venerdì al Viminale da Andrea Massimiliano Danilo Foti, ex grillino catanese. “Non parteciperemo alle elezioni in caso di presenza di un simbolo confondibile”, ha annunciato Grillo, facendo però sapere che “se non ci lasceranno partecipare, si prenderanno la responsabilità della delegittimazione dello Stato e delle inevitabili conseguenze”. Ilsussidiario.net ha chiesto un commento a Carlo Vulpio, inviato culturale del Corriere della Sera.

Cosa pensa delle cosiddette liste "civetta" presentate al Viminale?

A Genova, qualche anno fa, poiché Grillo vietava a dissidenti o ex dissidenti di presentare il simbolo del Movimento 5 Stelle, qualcuno ha avuto la buona idea di presentare una soluzione grafica in cui venivano utilizzate sei o sette stelle. Non vedo davvero dove sia il problema, visto che stiamo parlando di una competizione elettorale in cui sono stati presentati circa 180 simboli che in molti casi presentano numerose somiglianze. Credo quindi che, più dei simboli, siano “tarocche” le obiezioni avanzate in questi giorni.

Dietro il “falso” simbolo del M5S, inoltre, ci stava proprio un ex grillino…

E’ ovvio che chi proviene dal Movimento 5 Stelle, visto il divieto dell’utilizzo del simbolo imposto da Grillo e Casaleggio, scelga di differenziarsi presentando un altro logo senza però voler perdere contatti con la propria origine o con l’impegno su certi temi. Ricordo che uno dei primi a fare una cosa del genere fu proprio Tavolazzi. 

Attivista del Movimento fin dal 2006, eletto in Consiglio Comunale a Ferrara e cacciato dallo stesso Grillo a marzo 2012...

Rigettando un dirigismo e un centralismo democratico, peggiore dei partiti di ispirazione sovietica, Tavolazzi non fece altro che togliere il nome di Grillo dal simbolo, in cui fece però comunque ricorso alle stelle. Vogliamo dunque impedire a Tavolazzi l’utilizzo di una soluzione grafica che, pur richiamando il marchio di Grillo, se ne differenzia per numerosi accorgimenti? Tra l’altro è curioso che Grillo e Casaleggio abbiano voluto registrare alla Camera di Commercio il “marchio” M5S.

Come mai?

Perché mostra come i due immaginano la politica. Grillo e Casaleggio hanno di fatto depositato il marchio della loro "azienda" ed è per questo che quando parlo di una “ditta” Grillo-Casaleggio, tecnicamente non sbaglio.

Come commenta la reazione di Grillo davanti al Viminale?

E’ ovvio che si tratta solo di un modo per far parlare ulteriormente di sé. Tutto si può dire di Grillo tranne che non sia un formidabile “animale” da palcoscenico: conosce alla perfezione i tempi teatrali e sa sfruttare al meglio il talento della recitazione. Le ultime dichiarazioni riguardo una possibile rinuncia rappresentano dunque solo l’ultima delle infinite provocazioni di Grillo, ovviamente con la consueta regia di Casaleggio, a conferma di quanto sia in realtà teleguidato. Mosse di questo tipo sono comunque legittime e per certi versi giuste, visto che non fanno altro che far parlare di lui e del suo Movimento, esattamente come stiamo facendo noi in questo momento. Vorrei però far notare altre evidenti contraddizioni.

Di che tipo?


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