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Politica

NUOVE LISTE/ Pasquino: c'è troppa "società civile", meglio i politici

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Tanto per cominciare, tutti i giornalisti che sono entrati in Parlamento si sono sempre trovati malissimo. Loro, abituati ad un mestiere che se fatto bene è estremamente esigente, risultano normalmente del tutto ininfluenti. Così come tutti gli altri rappresentanti della cosiddetta società civile. Più in generale, Bersani avrebbe dovuto considerare che un gruppo parlamentare ha bisogno di persone competenti in regolamenti, capaci di scrivere un emendamento e in grado di rapportarsi con i diversi centri d’interesse. E, da questo punto di vista, ha fatto malissimo a non tenersi strette le competenze di quei parlamentari che firmarono il sostegno all’agenda Monti, tra i quali c’erano Stefano Ceccanti, Salvatore Vassallo e Pietro Ichino. Persone non solo estremamente capaci, ma in grado di mantenere un raccordo con il centro.

Anche Monti candida persone del tutto estranee alla politica, come Valentina Vezzali, Annalisa Minetti e Alberto Bombassei.

Vale lo stesso ragionamento. Ripeto, in via di principio, la società civile non ha grandi competenze politiche. Guardi, se proprio si vuole portare in Parlamento personaggi di questo tipo, sarebbe necessario prevedere un minimo di cursus honorum. Io, addirittura, introdurrei non tanto il limite massimo delle due legislature, ma il limite minimo… Ma, del resto, lo stesso Monti sa bene che, nella sua lista, sarà l’unico a contare qualcosa.  

Crede che anche gli imprenditori siano destinati all’irrilevanza?

Beh, uno che continua a incidere c’è… In ogni caso, uno o, al massimo, due imprenditori potrebbero contare qualcosa se avessero cariche di governo. Dubito, tuttavia, che un capo d'azienda calato in politica abbia, fin dalla sua prima esperienza in Parlamento, la capacità di fare il ministro. Da questo punto di vista, non capisco perché Monti si sia lasciato sfuggire persone come Giarda o Grilli; uomini estremamente competenti e in grado di fare il proprio mestiere. Invece, si è limitato a cooptare Moavero.

Come considera, invece, la candidatura del tridente Albertini-Mauro-Ichino?

Credo che se la scelta sarà stata strategicamente opportuna ce lo diranno gli elettori. L’impressione è che in Lombardia la macchina dei voti continua a essere Comunione e Liberazione. Bisognerà vedere se Monti, di conseguenza, avrà accesso a tale macchina.

Ha senso ragionare sulla composizione delle liste del Pdl, dato che sarà sempre e comunque Berlusconi a comandare?