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Politica

PORTA A PORTA/ Stasera Mario Monti. L'attacco a Berlusconi: è un pifferaio magico

Mario Monti ospite questa sera al programma di Bruno Vespa Porta a porta. Gli attacchi a Berlusconi definito pifferaio magico e colpevole di aver illuso gli italiani tre volte

Foto: InfoPhotoFoto: InfoPhoto

Mario Monti sarà ospite questa sera del programma di Bruno Vespa, Porta a porta. Continua dunque la sfilata dei candidati premier alle elezioni che ha già visto la partecipazione al programma di Silvio Berlusconi (anche se non è il candidato ufficiale, come si sa) e di Pierluigi Bersani. Questa sera dunque l'ex premier torna al programma che lo vide già ospite durante il suo ruolo di premier, ovviamente diversa sarà l'argomentazione. Da quanto si è già saputo - Monti ha registrato il programma oggi pomeriggio - il solitamente moderato professore non si è trattenuto dall'accusare ad esempio i governi che lo hanno preceduto dal non aver messo in atto le riforme che andavano fatte per evitare la crisi. E di Silvio Berlusconi dice: è un pifferaio magico. Anche se ammette di averlo votato ai tempi della sua prima scesa in campo, nel 1994. Tornando al contenuto delle sue dichiarazioni, il leader della federazione centrista accusa i governi che hanno operato negli ultimi dieci anni di aver condotto l'Italia alla crisi che sta attraversando. Delle promesse di Berlusconi invece dice: "ricordano il Pifferaio di Hamlin che incanta i topini. Che gli italiani possano credere a certe parole pronunciate da quella bocca mi fa venire in mente il l pifferaio magico che porta i topini ad annegare". Inevitabile sarà la risposta del Cavaliere a questa definizione nei suoi confronti. Monti ha infierito ancora dicendo che il leader del Pdl ha illuso gli italiani per ben tre volte e in una di queste, il 1994, ha illuso anche lui che lo votò. Della situazione attuale dice invece che per gli italiani non è più sopportabile andare avanti così: ringrazia per i sacrifici che hanno permesso al nostro paese di non finire come la Grecia, ma adesso "il disagio delle famiglie, delle donne, dei giovani, del Sud, è troppo grande. Per questo bisogna cambiare il rapporto tra politica e cittadini". I tecnici sono stati costretti a prendere il potere, ha detto ancora, perché chi aveva governato non aveva fatto le riforme che ci volevano a rendere l'Italia competitiva. A prevalere, dice, sono state invece gli interessi delle strutture e degli apparati.