BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Politica

CL & POLITICA/ Doninelli: l'ideologia dei valori e la paura della diaspora

Silvio Berlusconi (InfoPhoto)Silvio Berlusconi (InfoPhoto)

Allora cosa faremmo: chiederemmo a Nichi Vendola di iscriversi nelle liste di Berlusconi? Gli imporremmo di lasciare l’uomo con cui vive?

Ma Cl non è mai stata questa cosa: mai, fin dal primo istante, in cui il giovane sacerdote don Luigi Giussani si ritrovò davanti tre ragazzi decisi a sfidarlo su quello che aveva detto durante la prima ora di religione al liceo Berchet di Milano. L’apertura della questione, così come si presentò quel giorno, resta il paradigma di tutto quello che venne dopo: un’apertura tale che l’esperienza di Cl è condivisa perfino da diversi musulmani ed ebrei.

Oltretutto, l’insistenza sui valori non negoziabili rischia di generare un certo cinismo - di cui si è avuta prova in diverse occasioni - per cui a chi condivide questi valori è permesso tutto. E chi si azzarda a dire che questo non è va bene si becca anche la bolla di moralista - un po’ come quel vecchio camorrista che chiamava “ricchione” suo nipote solo perché era una brava persona.

Il cuore dell’esperienza cristiana non è la difesa della famiglia o la lotta contro l’aborto ma l’imprevedibile incontro con la risposta al nostro bisogno di verità, giustizia, amore, bellezza. Il politico non è, o comunque non è più un delegato che assume alcuni aspetti di quella vita trasformandoli in valori non negoziabili per poi giocarli nell’agone dei partiti. Il politico è interessante solo in quanto partecipa di quella vita, perché è quella vita il vero soggetto della politica.

La mia impressione è che il mondo politico - come tutti i “mondi” in generale (come il “mondo cattolico”, espressione che detesto con tutto il cuore) - non sia, oggi, un osservatorio particolarmente acuto sulla situazione odierna. Nulla da eccepire sull’arte del compromesso e sul gioco delle alleanze, però è necessaria una visione forte, e io constato che questa visione, oggi, non ha sede nella politica istituzionale.

 

 


COMMENTI
16/01/2013 - Pongo due domande a Luca Doninelli (CARLO CAZZANELLI)

1ª DOMANDA: ti chiedo se, rispetto ai sacrosanti principi (anche a quelli che il Papa a Berlino chiese di proteggere perfino dal criterio di democratica maggioranza), anche tu ritieni che valga di più il primato della coscienza individuale. Convengo con te che la difesa dei valori non negoziabili non può tradursi in ideologia bloccante (come farebbe accadere chi, ad esempio, volesse - punire le donne che abortiscono - azionare un altro referendum abrogativo della 194 - impedire alle coppie LGBT di ottenere riconosciuti dal codice civile i loro diritti reciprocamente affettivi, non adottivi), ma permettimi una 2ª DOMANDA: ti chiedo se anche tu definiresti bloccanti le resistenze a tentativi di - equiparare qualunque tipo di legame procreativo tra esseri umani alla famiglia fondata sul matrimonio eterosessuale - assegnare i minori adottabili anche a coppie LGBT anziché a idonee coppie eterosex disponibili; e se definiresti bloccanti i tentativi di - difendere la sopravvivenza e lo sviluppo delle scuole paritarie, permettendo anche ai meno abbienti l’esercizio del diritto tutelato dall’art.26.3 della Dichiarazione universale diritti dell'uomo - difendere il diritto all’obiezione di coscienza e alla libertà di religione (art. 18 della stessa Dichiarazione universale) Per ragioni di spazio non posso essere più preciso, né dirti dove ti ho ampiamente condiviso: mi leggeresti meglio in http://www.webalice.it/carlotn/fw/135.htm. Un abbraccio fraterno in Cristo

 
16/01/2013 - L'ideologia dei valori (ottavio di stanislao)

Dopo venti anni di falso bipolarismo, di voto contro, ancora si chiede il voto "per salvare dalla sinistra, dai comunisti ecc."; viene il sospetto che molto più prosaicamante qualcuno voglia salvare, o almeno prolungare la propria carriera. Il Pdl ha vinto tutte le elezioni possibili. Che cosa ne ha fatto di questo consenso? L'appello ai valori non negoziabili rischia di essere una foglia di fico per giustificare l'enorme responsabilità di continuare a sostenere l'insostenibile. Almeno abbiate il pudore di rispettare chi ha il coraggio di fare scelte diverse ...

 
16/01/2013 - Domande (luigi selleri)

Mi soprende l'astio di molti commenti a quest'articolo, come se difronte alla situazione storica che viviamo, anche come CL in quanto tale, si pretendesse tutti di avere la ricetta giusta. Io ho invece un mare di domande. Se non ho capito male, Doninelli risponde con il suo articolo a una serie di obiezioni e preoccupazioni emerse nei suoi dialoghi personali sul tema della Nota di CL in vista delle prossime scadenze elettorali. Mi sembra che in molti commenti espressi questo dato di partenza sia completamente saltato. Si riduce la discussione a v.n.n SI v.n.n. NO, come se i v.n.n. fossero più concreti di quell'"imprevedibile istante" che genera (ora!) la vita di una comunità cristiana e dei suoi singoli. Se si affronta il problema descritto nell'articolo anteponendo categorie a categorie si è faziosi e distruttivi (tra di noi, cattolici e ciellini, pensa con chi non condivide la nostra stessa esperienza..). Cosa vuol dire unità per un cristiano? A cosa serve la politica? La Fede come diventa intelligenza della realtà di fronte alla situazione che viviamo? Ringrazio Doninelli perché il suo articolo mi fa venire il desiderio di approfondire tutte queste domande e lo farò senz'altro partendo dalla rilettura della nota dell'ufficio stampa di CL insieme alla successiva (UTILISSIMA) precisazione del consiglio di presidenza pubblicata ieri. Grazie a tutti.

 
16/01/2013 - Zverina (Raffaella Zardoni Zardoni)

Strano articolo. L’ho riletto due volte per essere sicura di avere capito. In poche righe non solo abbandoniamo al loro destino i valori che han dato senso e gusto alle nostre vite, ma anche apriamo al matrimonio omosessuale. Cari amici, mi permetto di ricordarvi la bella lettera di Zverina che nel Movimento abbiamo sentito leggere tante volte, ne cito solo una frase: “E' ormai difficile ritrovarvi in questo strano mondo e distinguervi da esso. Probabilmente vi riconosciamo ancora perché è un processo lento, perchè vi assimilate al mondo, adagio o in fretta, ma sempre in ritardo…”

 
15/01/2013 - valori (Diego Perna)

Mi é stato utile l'articolo di Doninelli perché mi ha fatto riflettere su fatti che spesso riteniamo scontati e ci muoviamo poi senza guardare dove, cioè le circostanze in cui accadono e così non ne facciamo un'esperienza più completa né più cosciente. Io dico che viviamo non un punto di arrivo, ma una tensione al punto di arrivo e non possiamo accontentarci sempre di chi ci promette aiuti alla famiglia e la difesa di valori non negoziabili che poi non rispetta neppure nella sua vita. Magari è contro il divorzio ma è divorziato, oppure guadagna tanto sfruttando la propria posizione di privilegio, ma si dichiara cattolico senza avere nemmeno un piccolo sussulto di fronte ha chi perde lavoro o la casa perché Equitalia l'ha messa all'asta. Direi di aprire di più gli occhi e guardarci meglio intorno, prima di votare chi penserà solo ai suoi privilegi garantiti. Buona serata e buona fortuna

 
15/01/2013 - Si è fatto carne (Maria Teresa Battilana)

Egregio, penso che Berlicche, dopo aver letto il suo articolo se la stia ridendo sotto i baffi: è riuscito a rendere il cristianesimo una torta a piani, ognuno prenda la fetta che più gli aggrada, e in cima che tipo di sposi mettiamo?

 
15/01/2013 - viva i princpi non negoziabili (maria gonano)

Caro Doninelli quando sarai processato tre volte come a me è capitato, capirai che non sono valori ma sono carne ossa muscoli tendini, ossia bambini. Smettila di dire cose fuorvianti le nostre coscienze: fanne esperienza e poi ne parlerai diversamente. Leo Aletti

 
15/01/2013 - Sono d'accordo con Doninelli (Luca Rossini)

Direi che nel complesso sono d'accordo con Doninelli, e mi ha sinceramente impressionato il fatto che Carron abbia dovuto scrivere una lettera per dire una cosa che la Conferenza Episcopale Italiana - cioè la Chiesa - ha più volte ribadito da molti anni (almeno da quando c'era Ruini): e cioè che i cattolici devono essere uniti proprio sui v.n.n., non in uno specifico partito. A meno che, naturalmente, non ci sia un partito che dia le necessarie garanzie, cosa che purtroppo ormai da tempo non avviene (e forse neanche con la DC avveniva pienamente). Quindi la "distanza critica" di cui parla Giussani serve per salvare la libertà dell'uomo dalla tentazione del potere fine a se stesso: che ogni cattolico combatta la buona battaglia dei v.n.n. nel campo in cui si trova a lottare, anche quello politico, con spirito di servizio, ma soprattutto partendo dalla propria fede. Perché non sono i v.n.n. a portare alla fede, ma è la fede a portare uno sguardo sulla realtà che colga i v.n.n. come tali.

 
15/01/2013 - Profonda impressione (massimo sasso)

Anche a me il comunicato stampa di CL ha suscitato una profonda impressione, e l'ha lasciata sedimentare nel mio cuore. Ritrovo questa im-pressione nell'articolo di Doninelli. So di essere chiamato di persona a rispondere delle scelte che faccio. Se l'educazione che ho ricevuto non é valsa a questo, significa che essa, per la mia pochezza e non per la grandezza del cammino di cui la Misericordia mi ha reso partecipe, è stata ben poca cosa! Nessuno, Doninelli in primis, sta mettendo in dubbio i principi non negoziabili! Il punto è se fra i principi non negoziabili non vadano anche inseriti lo struggimento per il lavoro, la dedizione gratuita al bene comune, una vita personale che le nostre nonne avrebbero definito "dare il buon esempio". Invece è molto più semplice issare le bandiere. Abbiamo bisogno di Testimoni, più che di maestri.

 
15/01/2013 - principi e scelte (Goggi Ezio)

Innanzitutto un grazie a Doninelli per un articolo che tocca le coscienze. Per quanto riguarda i principi non negoziabili ricordo che nessuno schieramento cita anche solo uno di essi nel suo programma, quindi la questione resta principalmente dialettica. Se invece, come indica la Chiesa, non importa dove un cristiano si collochi in politica ma importa che lì porti avanti le istanze in cui crede, allora seguiamo le persone secondo il convincimento di ciascuno. E meno male che noi ciellini finalemente non facciamo dello schieramento politico una questione di appartenenza! Credo comunque che, senza volerne fare un sine qua non, non si possa essere indifferenti a quanto uno schieramento dice rispetto alla scuola, al sociale, al volontariato, al sostegno delle fasce deboli, alla sussidiarietà ecc. Non sono principi non negoziabili, sono comunque cose importanti per la nostra vita e per quello che facciamo.

 
15/01/2013 - il problema è come batte il cuore (vincenzo ioculano)

Il ruolo dei cattolici in politica non è fare il catenaccio calcisticamente parlando, ma andare all'attacco e dire che i valori non negoziabili, sono fattori essenziali in ogni ambito di crescita. Non possiamo ridurci ad essere dei puntelli morali, nei vari schieramenti. Quindi il problema non è la diaspora o la frammentazione, il problema è come batte il cuore.

 
15/01/2013 - Doninelli (andrea sartori)

Ancora, finalmente, un ottimo articolo di chi dimostra di aver colto al meglio il carisma di CL. Giussani ci ha insegnato ad essere uomini e non eterni fanciulli che hanno bisogno dello scudo del Movimento. Ben venga una più accentuata diaspora politica fra i ciellini se ci aiuta a riscoprire ciò su cui poggiamo!

 
15/01/2013 - Finalmente! (Carmelo Grassadonio)

Articolo bello e coraggioso, finalmente! Vorrei far notare che cinque anni anni fa, alle scorse elezioni politiche, si presentava una lista (quella di Ferrara) che della difesa della vita ne faceva l'essenza della sua stessa esistenza politica. Ebbene quel tentativo fu, più o meno velatamente, boicottato dai "politici cattolici" per motivazioni (se così si può dire) di realpolitik. Adesso, invece, in maniera del tutto ideologica, diventano ostativi rispetto a una o l'altra scelta politica, sulla base di un fantomatico tribunale (che non si capisce quale sia) che commina patenti di aderenza o meno a quei valori. I politici cattolici cerchino di essere incisivi con la forza delle idee e dei valori generati dalla fede in qualsiasi schieramente si trovino, senza chiedere patenti di guida sicura a nessuno. E dentro CL si apra il dibattito, anche dialettico, che non significa mancanza di unità, anzi. Ben venga la libertà.

 
15/01/2013 - Forse non è un male (Giuliana Zanello)

Non mi viene un ragionamento lucido e intero, ma sono d'accordo con l'impianto proposto da Doninelli, che mi sembra concordare, nella sostanza, con le riflessioni espresse su questo giornale da Israel. Non si può votare qualcuno solo perché promette qualcosa sui principi non negoziabili: è una visione misera della politica, sfruttata spesso in modo un po' ricattatorio da chi si assicura così a buon mercato i voti della riserva cattolica. Negli ultimi anni, inoltre, ho avuto spesso l'impressione che - pur in modo poco consapevole - un blocco sociale che avrebbe compiuto le stesse scelte comunque, per ragioni economiche e in largo senso culturali, si sia assicurato, anch'esso a buon mercato, un sovrappiù di legittimazione religiosa... A me la cosiddetta 'diaspora' non dispiace, mi pare che ci sia più spazio per la storia di tutti e per rimettersi a pensare più liberamente.

 
15/01/2013 - ARIA DI LIBERTA'! (Angelo Lucio Rossi)

E' evidente che l'ideologia dei valori ci ha presi fino a farci perdere di vista la libertà. Iniziamo a respirarla senza dipendere dal potere. Non abbiamo paura della diaspora ma della logofobia.

 
15/01/2013 - Articolo Doninelli (Daniela Blandino)

1. Sono un po' preoccupata che la diversa scelta di alcuni amici in vista delle elezioni ci spinga a dover trovare le giustificazioni all'uno o all'altro. Questa sarebbe ideologia e mi sembra che ci distrarrebbe dalla provocazione del comunicato di Carron a come io vivo la mia presenza di cristiana dove sono, a come guardo le altre persone, a come costruisco. Ricentrerei il dibattito su questo e su cosa vuole dire essere cristiani. 2. La Chiesa ci è madre e tutto ciò che ci insegna e ci chiede è perché ci guarda come ci guarda Dio. Bisogna capire questo sguardo per riconoscere i v.n.n e testimoniarli e custodirli. Questo ha un prezzo, ma anche un frutto. Non è ergere steccati ma una carità. Non si può pretendere ma solo vivere, soffrendo per chi nega nella sua vita la sola concezione dell'uomo che lo salva perché se inevitabilmente gli mostra i suoi errori non lo definisce con essi. 3. Mi piacerebbe che i cattolici impegnati nei vari schieramenti si pronunciassero apertamente su questo.

 
15/01/2013 - Grazie Luca! (Ortensio Rampogna)

Una lettura che mi ha fatto nascere diverse domande sulla attuale fase elettorale. Mi impressiona leggere commenti sui principi non negoziabili! Penso ai carcerati a Padova (che ho conosciuto, quelli che fanno il Panettone della Cooperativa Giotto) e come loro si siano avvicinati alla fede.... certo non per i principi! Ma per il riconoscimento di Altro presente in testimoni che non hanno chiesto nulla a garanzia della veridicità della loro scelta!

 
15/01/2013 - Il Papa cosa dice... (benedetta frigerio)

Mi scusi ma secondo lei il Papa è ideologico quando continua a dire che bisogna difendere i principi non negoziabili? Certo che non sono astratti ma espressione di un'esperienza che per quanto la vivo io è la più bella e desiderabile per tutto il mondo. A chi incontro, Vendola o no, non posso non indicare il bene se lo amo davvero (pensi ai figli). E alla politica chiedo di difendere questo per il bene di tutti, altro che non mettersi con chi li vive e li difende o almeno li permette pubblicamente certi valori. Mi sa che noi abbiamo un po' perso l'amore alla nostra esperienza di famiglie, di vita, di Chiesa... se no non saremmo qui a fare questi distinguo. Con cordialità reale.

 
15/01/2013 - Per il bene della politica una soluzione c'è... (claudia mazzola)

Come sarebbe bello tornare alle origini, con quei valori che ci insegna Gesù, non negoziabili, nè comprabili, nè vendibili, solo da accettare.

 
15/01/2013 - l'ideologia dei valori (antonio dallera)

Caro Doninelli, non pensa che il primo modo per ideologgizzare i PRINCIPI fondamentali, sia l'ammettere in cuor proprio che possano diventare ideologia? Cordialità.

 
15/01/2013 - Vita, famiglia, libertà religiosa ed educazione (GIOVANNI PIERONI)

Il cristiano è una persona concreta non ha la testa tra le nuvole. Diceva Antonio Genovesi "non ho mai visto fare niente di buono da chi si prefiggeva di operare per il bene comune". Ci sono dei principi (e non valori) che sono immutabili qualunque siano i segni i tempi e che invece costituire la "bussola" dell' operare pubblico del fedele cattolico. Questi principi sono chiaramente indicati dal magistero sociale della Chiesa di Roma. Coloro che non vi si riconoscono sono sempre liberi di andare da un' altra parte. Ma Giovanni Paolo II a Don Giussani aveva parlato di "inassimilabili" (vedi anche Tempi in edicola). Personalmente sono convinto sia stato un grande errore non perseguire l'unità dei "cattolici" in politica, anche con un partito ad hoc. E francamente trovo deludente che neanche i ciellini riescano più a vederla su questi punti elementari allo stesso modo. Mi chiedo quale sia la formazione effettivamente acquisita per ondeggiare così vistosamente ai prini aliti di vento.

 
15/01/2013 - Clonazione... (massimo costanzo)

Quest'articolo lo ha scritto un clone di Doninelli. Il Doninelli che conosco io avrebbe scritto altre cose...! Non posso pensare che sia solo strumentale allo sdoganamento di qualche cambio di casacca... Ma se fosse Berlusconi a diventare di CL...?

 
15/01/2013 - Valori e diaspora (Massimo Pecorari)

Caro Doninelli, il tuo articolo mi è sembrato piuttosto confuso. Lasciando perdere la questione di Vendola in CL, se i politici che vengono da questa realtà non ritengono di dover in prima battuta essere lì, e ricevere i ns. voti, per questi chiamamoli "valori" e per difendere le realtà nate dall'esperienza cristiana che differenza esiste con gli altri che magari sono anche più bravi?

 
15/01/2013 - Un po' d'accordo e un po' no... (Gianluca Selmi)

E' vero che si può correre il rischio che i cosiddetti "principi non negoziabili" diventino a loro volta una ideologia. Perché, ovviamente, come giustamente dice Doninelli, non bastano i principi. Servono dei testimoni. Però i principi sono utili e necessari criterio su cui verificare il testimone. Come va ad insegnare Doninelli se non parte da dei prinicipi? Come fa a fare il padre, se non parte da dei principi? Allora i principi non negoziabili a cui ci richiama non Berlusconi, non Bersani, non chissà chi, ma il Papa, sono il punto di partenza affinché l'esperienza cristiana che Doninelli descrive mirabilmente nell'ultima parte dell'articolo (quando parla dei nuovi monasteri), possa esistere. Quelle esperienze esistono perché esistono i principi non negoziabili della nostra Fede, non perché la Chiesa è una bella compagnia. Infine una battuta sull'esempio paradossale riguardante Nichi Vendola: se Nichi Vendola diventasse di Cl, non gli imporrebbe nessuno di lasciare l'uomo con cui vive, se non il fatto che, stando in Cl, sarebbe richiamato continuamente alla Verità della sua persona, e la sua persona è "oggettivamente" più vera se un uomo non va a letto con un altro uomo. Questo è un principio non negoziabile, che piaccia o non piacca a Doninelli. Il quali ai suoi figli penso che non abbia insegnato: "vivi l'imprevedibile incontro" poi se anche sei omosessuale o abortisci, non importa.

 
15/01/2013 - Chiariamoci (Alessandro d'Alessandro)

Una volta per tutte: è ovvio che fregiarsi del titolo di alfiere dei valori non negoziabili può nascondere uno sfacelo interiore. L'etichetta non fa il cristiano. E' anche vero che essere cristiani non si riduce ad essere difensori dei v.n.n., ma non si può negare che senza un'adesione chiara a quei valori, che sono alcuni dei frutti che nascono dalla medesima radice, è parecchio difficile dirsi cristiani. L'editoriale del Papa sul Wall Street Journal è chiarissimo al riguardo. Allora, perché i politici amici non dicono una volta per tutte, a tutti quelli di cui vogliono il voto, "difenderò con forza quei valori, anche se mi candido in mezzo ad una manica di diavoli"? Perché sono costretto a fare la parte del moralista, che eviterei volentieri?

 
15/01/2013 - che splendido mosaico (Alessandro d'Alessandro)

Una meraviglia per i nostri occhi: dolci vecchietti che vengono accompagnati all'incontro con il Creatore con una siringhetta nel braccio, piccoli bimbi che vengono amorevolmente collocati nel sacchetto dei rifiuti ospedalieri, bravi medici che proveranno l'ebbrezza della mobilità del mercato del lavoro, perché non avranno voluto cestinare i bimbi di cui sopra, e ancora che meraviglia osservare quegli insegnanti scolastici e universitari che lasceranno il loro posto, amorevolmente accompagnati da quei fratelli che gli avranno ricordato con un buffetto sulla guancia che la laicità dello Stato impone il silenzio su quei - oh, non diciamolo! - v.n.n.! Quante belle candeline nella cattedrale del futuro!

 
15/01/2013 - cosa stai dicendo? (giorgio alberto crotti)

Il rischio che i valori non negoziabili diventano ideologia creando divisioni non necessarie? Nichi Vendola diventa di CL ecc. ecc. I principi non negoziabili sono valori di fede fondamentali come ha ricordato il papa e qualche vescovo, ad esempio mons. Negri. Non sono ideologia e le divisioni tu le chiami non necessarie? Allora i martiri cristiani sono gente morta per una ideologia? Nichi Vendola non può "diventare di CL" perché nessuno "è" di CL. Viviamo l'esperienza di CL perché siamo di Cristo e seguiamo il papa. Adesso se possiamo essere di Cristo e considerare i fondamenti della fede divisioni non necessarie dimmelo tu. O forse voi intellettuali state perdendo l'intelletto? Molta osservazione e poco ragionamento conducono alla verità; poca osservazione e molto ragionamento portano all'errore. Ricordi?

 
15/01/2013 - precisazione doverosa (Anna Di Gennaro)

L'interessante articolo contiene un particolare che mi preme segnalare quale contributo alla verità storica dei fatti. Il riferimento agli studenti del liceo Berchet non può essere annoverato tra gli altri di CL in quanto allora NON esisteva tale sigla di Movimento ecclesiale, ma solo Gioventù studentesca. Ne sono certa poichè ho avuto la Grazia di conoscere personalmente uno dei testimoni, don Pigi Bernareggi, che celebrava la santa Messa nella nostra amata cascina Campazzo. Perchè i cristiani temono, allora?!...