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PORTA A PORTA/ Se Monti tenta di svelare i trucchi di Berlusconi

Pubblicazione:martedì 15 gennaio 2013

Foto: InfoPhoto Foto: InfoPhoto

E' un passaggio delicato che riguarda il motivo per cui Monti si è presentato. Il premier replica con il lavoro fatto e con la mancanza di fiducia che gli è arrivata alla fine della sua gestione di governo. E' diventata quasi una ragione etica scegliere la “salita” in campo, per garantire un futuro all'Italia, perché non si disperdesse il lavoro fatto, perché si attuino le riforme necessarie a portare il Paese su piano di modernità e di funzionalità.

E' una scelta difficile quella che sceglie Monti, anche da un punto di vista mediatico. Difendere il rigore è indubbiamente più problematico che schematizzare il programma di destra del rilancio economico con l'abbassamento delle tasse, oppure quello di sinistra di applicare più equità ricorrendo a una “patrimoniale”. Monti rifiuta tutte e due le scelte e pensa a difendere la scelta europea, il pareggio di bilancio, i conti in ordine e la costruzione delle premesse per una crescita più solida in un tempo non immediato ma neppure tanto lontano.

A questo punto ci si chiede: quali sono le sue fortune elettorali nella previsione dei sondaggi? Le previsioni di Renato Manneheimer sono quelle di un Pdl berlusconiano in risalita. Il Pd resta il primo partito. Per la lista Monti c'è un attestato di un quindici percento che Mannheimer definisce solido. La discesa di Beppe Grillo si ferma al momento al 12 e mezzo percento.



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