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PORTA A PORTA/ Se Monti tenta di svelare i trucchi di Berlusconi

Mario Monti continua la propria campagna elettorale, stavolta presentandosi nello studio di Porta a Porta da Bruno Vespa. GIANLUIGI DA ROLD ci racconta quanto accaduto nella serata di ieri

Foto: InfoPhoto Foto: InfoPhoto

“Anche un bambino e un ragazzino sa che da quando si prende la medicina ci vuole un po' tempo per guarire”. In questo modo Mario Monti spiega le ragioni della malattia italiana dopo la sua cura. In questo periodo l'Italia è ancora in difficoltà e quindi Monti sbarazza il campo dalle polemiche che sono ancora in corso, che stanno caratterizzando il dibattito politico.

I numeri, i dati sono negativi perché “chi ha governato prima” non ha affatto realizzato le riforme che erano necessarie. Qui Monti, “salito in campo” e ospite di Bruno Vespa non risparmia accusa soprattutto verso Silvio Berlusconi definendolo un “pifferaio magico”, che sa incantare molte persone ma che poi li fa cadere tutti per terra, oppure, stando alla fiaba, li trascina nel laghetto.

E' un Monti freddo, controllato, quello che parla a “Porta a porta”, che ha di mira soprattutto “il vecchio illusionista”, cioè Berlusconi, e poi i nuovi illusionisti che cavalcano l'antipolitica. Si toglie anche alcuni “sassolini nella scarpa” rispetto a Pier Luigi Bersani, spiegando che non c'è “polvere sotto il tappeto” come aveva insinuato il leader del centrosinistra rispetto ai conti dello Stato.

Antonio Polito introduce il problema della banca di ultima istanza, quella che alla fine risolverebbe il problema del debito stampando moneta. E Bruno Vespa lo incalza facendo l'esempio della Banca centrale giapponese, cioè di un Paese oberato da un debito enorme, molto più grande anche del nostro, che però è pronto a finanziare un enorme investimento in infrastrutture. Poi c'è lo stesso Barack Obama che aumenta il debito pubblico e difende questa scelta. Monti replica con argomenti molto precisi, con scelte economiche che non era possibile non affrontare. Monti misura le parole, accetta le critiche, ritiene che risolvere la situazione finanziaria e rilanciare l'economia non è un fatto immediato e semplice.

La linea di Monti è rigorosa e spiega che la politica deve trovare credibilità, soprattutto quando si parla di pressione fiscale, di abbattere le tasse. Anche Claudio Sardo, direttore de “l'Unità”, non risparmia appunti al premier, sostanzialmente proprio sul modo della “salita in campo” e della presenza ramificata, persino in Lombardia, della sua lista, in un modo che alla fine, proprio nel caso della Lombardia, può solo favorire il “populismo” leghista.