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Politica

A DESTRA/ Veneziani: Storace e i "Fratelli d’Italia" hanno perso una grande occasione

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È stato decisivo per il suo crollo: anzitutto, quando ha indebolito l’identità e la tradizione di An rispetto a Forza Italia, trasformando il suo partito in un clone indebolito di quello di Berlusconi. Quando, poi, An si è trovata in declino di consensi, ha accettato il diktat di Berlusconi, confluendo e annullandola nel Pdl. Conclusa l’esperienza del governo Berlusconi, infine, l’esperienza di An si è frammentata in almeno tre rivoli: c’è chi è andato con Monti, chi è rimasto con Berlusconi e chi è entrato nel soggetto di La Russa e della Meloni e che, quindi, si alleerà con Berlusconi. 

 

 

Lei crede che il movimento di La Russa, che si è aggregato inseguito a quello di Crosetto e della Meloni, sia nato spontaneamente? Non potrebbe rappresentare, piuttosto, il frutto di quell’operazione chirurgica volta a “spacchettare” il centrodestra, per intercettare più bacini elettorali possibili?

Certo, la separazione è stata fatta in modo da poter, in seguito, accettare un’alleanza. Ma che ci fossero dei maldipancia, tra gli ex An presenti nel Pdl, era in realtà cosa nota da tempo.

 

La Meloni, La Russa e Storace sono considerati, dalla base, genuinamente di destra?

Possono suscitare simpatie ma non mi risulta che provochino particolari entusiasmi. Salvo, forse, Storace. Che, tuttavia, elettoralmente non ha una rilevanza così grande. Anche se, nel Lazio, potrebbe vincere. Tra le ultime esperienze di governo regionale, infatti, è considerate, quantomeno, la meno peggiore.

 

(Paolo Nessi)

 

 

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