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ALESSIO DE GIORGI/ Il direttore di Gay.it rinuncia alla candidatura con Monti: contro di me campagna denigratoria

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Insomma, De Giorgi si sente “vittima di un tritacarne vero e proprio, che ha cercato ed è riuscito a scandagliare in profondità ogni mia attività imprenditoriale, con una intensità inaudita e non applicata a nessun altro candidato della prossima competizione elettorale. Il disegno è evidentemente stato messo in atto per mettere in difficoltà il Senatore Monti e la sua lista, tentando di mettere in evidenza presunte contraddizioni, in base ad un non meglio specificato senso comune, sia all'interno della lista Scelta Civica sia all'interno della coalizione, attuata forse per coprire mediaticamente ben altre contraddizioni in liste vicine ai giornali che hanno portato avanti questa campagna”. Una operazione, questa, “che ha puntato i riflettori sulla mia persona e ha spostato completamente l'attenzione sia da una costruttiva campagna elettorale incentrata sui reali bisogni di questo paese che sono ben altri, sia da una discussione serena e non ideologica sui temi dei diritti a me così cari e proprio in nome dei quali è stata chiesta la mia candidatura”.

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COMMENTI
17/01/2013 - Solidarietà ad Alessio De Giorgi (Claudio Baleani)

Questa campagna elettorale è una pagliacciata. Monti ha detto che non vuole il matrimonio gay, ma che voterà forme legali di convivenza. Allora hanno tirato fuori la candidatura del povero De Giorgi. E lui che fa? Si alza e dice: non mi candido più. Ma che c'entra il povero De Giorgi? Anche uno che è gay potrebbe avere magari qualche idea politica. Non vi pare? Una domanda mi faccio: ma questa scemenza dei matrimoni gay come ha fatto a prendere il centro della politica? Come mai la gente va dietro a questa faccenda finta che non ha né capo né coda e è un puro conato ultraideologico, di moda borghese e ruffiano? De Giorgi, la prego. Resti in lista.