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INGROIA/ Quello strano giudice che arresta i mafiosi e "rapisce" Dylan Dog

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In che senso?

 

L'Italia non è mai stata colpita da tanti cambiamenti dopo la vicenda di tangentopoli come oggi ma mentre quello di tangentopoli in qualche misura era un cambiamento della politica che veniva da obblighi esterni, stavolta l'unica reazione è l'anti politica. Molti dei partiti politici sentono il bisogno di cambiare linguaggio, cambiare facce, cambiare parole chiave solo per dire che sono nuovi rispetto a quelli dell'altro ieri. Colpisce perciò che persone che vengono in politica dicendo di voler rappresentare la società civile facciano gli stessi errori comunicazionali e abbiano gli stesi tic di potere comunicativo dei personaggi del passato.

 

Viene in mente anche Beppe Grillo con il suo Tsunami Tour elettorale: non è cattivo gusto usare quella parola, che significa migliaia di morti, per una campagna politica?

 

E' di cattivo gusto dal punto di vista semantico perché non si può contendere la necessità più o meno condivisibile ma politicamente corretta di ricambiare tutta la classe politica con un fenomeno naturale che ha ucciso persone inermi e innocenti. L'accostamento è incivile e secondo me anche lievemente arrogante come se si sentisse signore degli eventi e direi proprio che la sua personalità è riassumibile bene in questa personalità di signore degli anelli della Rete. Aggiungo che questo personaggio è davvero interessante e in questo purtroppo ha qualcosa da insegnare agli altri politici italiani.

 

Che cosa?

 

Grillo ha fatto una analisi del generalismo televisivo e sostiene che ad andare in televisione ci si delegittima. Devo dire che già sei anni fa il mio gruppo accademico aveva fatto una analisi identica intitolata "Contro la comunicazione politica" in cui partivamo dalla stessa ipotesi di Grillo, che cioè la comunicazione televisiva è uno dei principali danni della politica italiana. Ma una cosa è arrivarci dal punto di vista scientifico e un'altra da quello politico.

 

Quale la differenza?

 

Da politico lui colpisce perché dice che non vuole andare alla tv ma il tour che sta facendo è noto agli italiani principalmente perché la tv ne riprende le immagini e  le parole. Non è la prima volta che succede questo perché era successo anche con Prodi quando andò in tour con il pullman. In realtà il pullman visibile era quello che veniva ripreso dai tg non certo quello che si vedeva per le strade circondato da duemila sostenitori accaniti.

 

Grillo dunque sfrutta la televisione mentre la nega.

 

Colpisce in quello che fa Grillo che si possano attaccare i media generalisti e poi sfruttarli dico intelligentemente nel loro limite culturale. Dice che vuole fare campagna elettorale solo in piazza e allora andrebbe lasciato alla sua scelta, se non è desiderata perché uno dovrebbe partecipare lo stesso con la televisione? Penso che ci vorrebbe un diverso radicalismo da parte dei media lasciandolo solo senza riportarlo loro in televisione, ma i media italiani ancora non hanno imparato come si racconta la politica. 

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