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ELEZIONI 2013/ La grande coalizione Pdl-Pd? E’ possibile in un solo caso...

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Angelino Alfano (Pdl) e Pier Luigi Bersani (Pd) (InfoPhoto)  Angelino Alfano (Pdl) e Pier Luigi Bersani (Pd) (InfoPhoto)

E’ un’ipotesi verosimile ma pur sempre estremamente complicata. Si dovrà capire se Vendola sarà un alleato nelle condizioni di non farsi scaricare. Non dimentichiamo che al suo elettorato ha promesso che non si sarebbe mai alleato con Monti.

Non crede che si poterebbero determinare condizioni tali per cui l’unico governo possibile, accettato anche dai soggetti internazionali, sia quello che comprenda anche la presenza del Pdl? Ovvero, una sorta di riedizione del governo tecnico, ma maggiormente connotato politicamente?

E’ possibile solo nel caso in cui si determini un'ingovernabilità sostanziale. Si tratterebbe di un governo a termine, con l’incarico di portare a compimento una serie di provvedimenti quali la legge elettorale. Non durerebbe più di un anno e mezzo. Resta il fatto che i partiti hanno assunto nei confronti dei propri elettori impegni ben precisi. Alleandosi con gli avversari reciproci pagherebbero un prezzo altissimo.

Quanto conterebbe, in una decisione del genere, il peso dell’Europa?

Ovviamente, chi è in condizioni di debolezza, come gli attuali partiti, deve fare i conti con chi può sostenerlo. Tuttavia, non al punto tale da cancellare la realtà e il fatto che un nuovo governo tecnico, dopo la promessa di ritorno alla normalità democratica, avrebbe quasi il sapore di un golpe.

Che incidenza potrebbe avere in tutto ciò Mario Draghi?

In questo momento, agisce una pluralità di attori, molti dei quali non sono noti, nel tentativo di far uscire l’Italia dalle secche dalla crisi. Tra queste, vi è indubbiamente la Bce. Ma anche soggetti quali Confindustria, i grandi centri dell’opinione pubblica, o la Chiesa. Non credo, quindi ad un deus ex machina che manovri dell’alto gli eventi. E’ più verosimile che più soggetti convergano verso un’unica direzione.

Cosa ne sarà del fronte moderato dopo le elezioni?

Probabilmente, nell’arco di 3 o  4 anni, si determinerà una ridefinizione del centro, attualmente un po’ vago. Molto dipenderà dall’andamento elettorale. Nel caso in cui Monti dovesse prendere molti voti, non è escluso che si riapra per lui la partita della leadership dei moderati. In caso contrario, il Pdl potrebbe, semplicemente, andare incontro a quella “normalizzazione” di cui si parla da tempo. 

 

(Paolo Nessi)



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