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ELEZIONI 2013/ Il comunicato stampa di Comunione e Liberazione

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3. «Quando dalla fase della sollecitazione e dell’animazione politico-culturale si giunge a quella della militanza politica vera e propria, non è più la comunità in quanto tale ad impegnarsi, ma sono le singole persone che a responsabilità propria, anche se formate dalla vita concreta della comunità medesima, si impegnano alla ricerca di strumenti ulteriori di incidenza politica sia teorici che pratici». Perciò, «non è affatto né corretto né leale l’uso, invalso su molti giornali, di definire “candidati di CL”, “consiglieri comunali di CL” quei militanti del nostro movimento che si sono direttamente impegnati nelle campagne elettorali ed in genere nella militanza politica, come pure - e soprattutto - non è affatto corretto definire “leaders di CL” i dirigenti dei gruppi da essi costituiti».

Giussani concludeva, perciò, che «c’è fra noi tutti in quanto CL, ed i nostri amici impegnati nel Movimento Popolare e nella DC, un’irrevocabile distanza critica», in quanto «se non fosse così, se cioè qualsiasi realizzazione per il solo fatto di essere stata promossa da persone di CL [...] diventasse meccanicamente “del movimento”, l’esperienza ecclesiale finirebbe per essere strumentalizzata, e le comunità si trasformerebbero in piedistalli ed in coperture di decisioni e di rischi che invece non possono che essere personali» (L. Giussani, Il Movimento di Comunione e Liberazione. Conversazioni con Robi Ronza, Jaca Book, Milano (1976) 1986, pp. 118-121).

Questi spunti, proposti quasi quarant’anni fa da don Giussani, fondatore di CL, ci appaiono quanto mai attuali nel panorama politico italiano di questi mesi e rappresentano, pertanto, ancora il giudizio più lucido e sintetico con cui guardiamo l’evolversi delle iniziative politiche e delle proposte che da esse nasceranno nelle prossime settimane.

 

Milano, 2 gennaio 2013.

l’ufficio stampa di CL

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COMMENTI
03/01/2013 - A Dio occorre dare davvero il 100% (Luigi PATRINI)

Ho sempre richiamato il vivo insegnamento di mons. Giussani: CL è un ambito di educazione alla fede e la politica è una responsabilità "personale". Sono lieto che ora sia autorevolmente ribadito e confermato. Spero che chi guida il Movimento ai vari livelli tenga ben presente questo insegnamento fondamentale. A pensarci, è magnifico che sia avvenuto nel centenario dell'Editto di Milano! Costantino ha riconosciuto la libertà religiosa e ora noi riconosciamo la libertà di scelta politica di ciascuno: è l'inverarsi dell'insegnamento di Gesù: "A Cesare ciò che è di Cesare, a Dio ciò che è di Dio". Chi è educato seriamente nella fede sa che non si può fare 50% all'uno e 50% all'Altro, perché a Dio si deve dare il 100%. A Cesare rimane un compito decisivo: aiutare la società a non frammentarsi. "Cesare" deve farsi amare, come ha ricordato Benedetto XVI parlando alle autorità civili a Milano qualche mese fa citando l'insegnamento di S. Ambrogio. Bene "Cesare" Ringrazio per la chiarezza. Così si ha davvero la conferma che il Cristianesimo vero non è solo "utile" per una vera democrazia: è assolutamente "indispensabile", come la storia testimonia e documenta. Grazie. Luigi Patrini

 
02/01/2013 - grazie (maria gonano)

Finalmente la questione è chiara, seguire quello che il Gius ci ha sempre indicato. Mi sembra chiaro non voglio scendere nei particolari. Grazie a tutti Leo Aletti