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ELEZIONI & PM/ Sansonetti: ci vuole una legge per separare giudici e politica

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Guardi, credo che le motivazioni cambino da caso a caso. Esiste ancora il mito dell’entrata in Parlamento. Ci vanno industriali ricchissimi, avvocati miliardari che ci rimettono pure. Ingroia, per esempio, sono convinto che lo faccia per passione. Resta il fatto che, ai magistrati (ma, probabilmente, anche ai giornalisti: non è possibile che uno il giovedì sia il cane da guardia del potere, e il venerdì faccia parte del potere), andrebbe impedito. Si pone, infatti, tra le altre cose, un enorme problema di conflitto di interessi. Non c’è mica soltanto quello di Berlusconi, per quanto gigantesco ed evidente. Questi giudici e pm dovrebbero spiegarci se, anche nel loro caso, non si ponga la questione.

In che termini?

Beh, Grasso, per esempio, per anni ha rappresentato l’unità nazionale nella lotta alla mafia. Di punto in bianco, diventa uno dei combattenti della campagna elettorale di un Paese così diviso. Lo stesso discorso vale per tutti gli altri magistrati che sono entrati o vogliono entrare in Parlamento. Per carità, nessuno mette in dubbio la loro buona fede. Ma mi pare che abbiano una scarsa idea di quali sia il loro compito.

Che convenienza hanno, invece, i partiti a candidare i magistrati? Lo fanno per i voti o per tutelarsi contro eventuali attacchi della magistratura?

Non credo che lo facciano per tutelarsi. Spesso, infatti, tra i magistrati stessi scorrono odi e inimicizie. Mi pare che, al momento, i partiti e i loro leader pesino esclusivamente ad escogitare tutti i modi possibili per raccogliere voti.



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