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MANIFESTO MONTI/ Il Prof usa l'Europa per "inchiodare" Bersani e Berlusconi

Pubblicazione:mercoledì 2 gennaio 2013

Mario Monti (Infophoto) Mario Monti (Infophoto)

È chiaro che in questo caso Monti fa riferimento allo specifico caso italiano. Negli Stati Uniti, nei grandi paesi democratici europei, questa visione tra conservatori e progressisti c’è tuttora e, penso, ci sarà ancora. In Italia la storia è differente, esistono radici statalistiche sia a destra che a sinistra. Si pensi solamente a una figura come Gianfranco Fini, che oggi confluisce al centro. Fino al tempo di Alleanza nazionale si poteva collocare tra gli statalisti in campo economico. Il problema per Monti è quello di mettersi al di sopra della rissa politica che c’è stata in questi anni, che si profila ancora nella contrapposizione tra Berlusconi e Bersani.

 

Da un punto di vista politico elettorale qual è quindi l’obiettivo di Monti?

 

Deve battere un sentiero stretto, quello di raggruppare forze politiche oggi collocate al centro che, secondo i sondaggi, hanno un bacino di voti che si aggira intorno al 10%. Quindi nel superamento di destra e sinistra, attraverso l’ancoraggio all’Europa, c’è il tentativo, più che legittimo, di erodere sia a sinistra che a destra per ottenere un sufficiente riconoscimento popolare. Ripeto: il sentiero è stretto. Berlusconi ha in un certo senso ricompattato la destra, ma è un leader screditato. Però se dovesse fare un passo indietro a favore di un leader più credibile, i problemi si complicherebbero per Monti.

 

(Gianluigi Da Rold) 



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