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CL & POLITICA/ La lettera: ecco qual è per me il vero valore non negoziabile

Che cosa lasciamo ai nostri figli e nipoti davanti all'incertezza di scelte anche politiche che non sono più così chiare come un tempo? La lettera di MARINELLA SENN

Benedetto XVI (InfoPhoto) Benedetto XVI (InfoPhoto)

Caro direttore,
quando si diventa nonni, guardando i nipotini che girano attorno capita che ci si chieda quale sarà il loro destino, come già è accaduto con i figli ma con maggiore apprensione. Ci si chiede allora quale eredità lasceremo loro non solo in termini di beni temporali, quanto piuttosto di beni che hanno a che fare con la Verità incontrata, con il senso dell’esistenza con la consapevolezza che la risposta è nelle mani di un Altro e che non saremo noi ad essere loro compagni sulla strada del futuro.

Personalmente mi son rifatta questa domanda in questo periodo elettorale, provocata dal dibattito in corso che pare riaffezionare gli italiani alla famigerata “politica”. In tal senso mi ha colpito un articolo di Salvatore Abruzzese su Ilsussidiario.net del 9 gennaio scorso. Abruzzese, commentando il comunicato di Cl sulle elezioni, ne approvava il contenuto aggiungendo una provocazione su ciò che riteniamo come “bene non negoziabile” non limitandolo ai consueti temi (vita, matrimonio e libertà di educazione) ma estendendolo al “diritto di vita” della comunità cristiana e alla sua possibilità di espressione pubblica e civile.

Ho ripensato alla mia storia di appartenenza al movimento di Cl di lunga data, all’incontro indelebile con don Luigi Giussani, mio insegnante al Berchet, alla ricchezza e alla bellezza di una vita vissuta nell’alveo della Chiesa, Mater et Magistra, riflettendo sul fatto che se un politico chiede l’adesione a idee o a progetti il cristianesimo richiede l’adesione ad una esperienza di vita nella sua totalità.

Mi si è allora chiarito che la possibile eredità a chi verrà dopo di me sta nel rivivere ogni momento, nell’oggi, l’esperienza di una Comunione Cristiana in cui la fede non è mai un fatto privato ma un avvenimento incontrabile da tutti che si pone come un bene per tutta la società:  questo è il “bene non negoziabile”.

Mi sono ricordata di alcuni fatti che hanno segnato la mia storia: ho lavorato a “La Zolla” per quindici anni, una scuola che non fu mai pensata per “i nostri figli” ma come un bene per tutti e per questo, insieme a tanti altri amici, ho partecipato a battaglie per la libertà di educazione all’interno dell'Agesc, del consiglio scolastico provinciale, del Meeting… e via dicendo.

Mi è sovvenuto il Family Day come esito di una concezione di famiglia non privata, ma come un bene per la società tutta (riusciremmo oggi a manifestare come è stato in Francia in questi giorni contro il matrimonio gay?).

Ho ricordato quanti tra noi ai tempi della legalizzazione dell’aborto si fossero battuti rischiando il proprio posto di lavoro (riusciremmo oggi ad una identica mobilitazione per il disumano trattamento delle persone in carcere?).


COMMENTI
21/01/2013 - la priorità deve essere la tutela della famiglia (Achille Cilea)

Sono daccordo che ci sono chiaramente dati i criteri con cui giudicare persone e schieramenti ed è chiaro che non esiste un partito che sia punto di riferimento obbligato dei cattolici; ma l'arena politica non è una "zona franca" in cui ognuno fa ciò che gli piace (o conviene). Mi associo alla testimonianza di Marinella Senn (ho un percorso di vita molto simile ed anche io sono nonno); concordo con la consapevolezza che ogni scelta partitica è un mezzo, ma aggiungo che oggi va scelto un mezzo che pone all'origine la famiglia e si pone il fine della sua difesa (tutela ed incremento). Non mi sembra che Monti si muova su questa linea. Grazie, Achille Cilea (cileaachille@alice.it)

 
21/01/2013 - Che Dio ci doni la laicità (Claudio Baleani)

Come si fa a farsi un’idea su chi votare? Giambattista dice che il discorso di Marinella non aiuta. Ha torto. Ciascuno ha le sue inclinazioni, ma come si fa a dire: voto a questi qui e sono convinto? Marinella ci dice che bisogna mettersi a fare qualche cosa, possibilmente di buono, e allora le cose si chiariscono subito. Vi faccio un esempio. Il fascismo aveva fatto leggi che proibivano di fare il pane la notte e di venderlo prima di una certa ora. A quell’epoca aveva le sue ragioni. Con la stessa logica la Regione Puglia avrebbe voluto impedire l’apertura delle farmacie oltre i soliti orari. Vedete come è facile? Provate a fare una scuola e vedete subito qual è la mentalità nemica che spesso troverete dove era prevedibile (pseudo di sinistra e molto autoritari), ma a volta dalle parti più inopinate e imprevedibili. E’ giusto che ci sia la laicità nelle scelte politiche. Quando ci saranno partiti laici farò una scelta laica.

 
21/01/2013 - Confortato (Massimiliano PANIZZA)

La/ti...ringrazio, uso il lei non per una distanza a-critica che vorrei mantenere ma per il rispetto che merita una posizione umana come questa. Riprendendo l'ultima parte della lettera mi sento consolato e confortato e credo che ne possano scaturire indicazioni operative concrete per le imminenti tornate elettorale. Ovvero la capacità, per difendere una comunità cristiana viva, di essere "minoranza creativa" utilizzando tutti gli aspetti della realtà - compresa la politica - che ci sono dati per testimoniare quello che di Vero, Bello e Giusto abbiamo incontrato.

 
20/01/2013 - Tutto vero... (Gianbattista Pasinetti)

Tutto vero e sottoscrivibile, solo che queste mi sembrano indicazioni concrete per chi deve lavorare, nel sociale, in politica, sul lavoro, su noi stessi... Indicazioni di vita che attengono al modo di essere Cristiani, e di essere uomini o donne. Riguardo a un criterio di voto non dicono nulla. Uno che legge credo che non abbia elementi per cambiare o tenere la propria opinione.