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ELEZIONI 2013/ Il "voto utile"? E' quello che garantisce la governabilità...

Per PIETRO DAVOLI, la governabilità è un valore e chiunque ami il nostro Paese non può disinteressarsene. Avvicinandosi le elezioni molti sentono l’esigenza di non disperdere il voto

Pier Luigi Bersani e Mario Monti Pier Luigi Bersani e Mario Monti

Caro direttore, la governabilità è un valore e chiunque sia interessato al futuro dell’Italia non può disinteressarsene. Avvicinandosi le elezioni le posizioni si vanno radicalizzando e molti sentono l’esigenza di non disperdere il voto. Anche una persona ondeggiante come Berlusconi caratterizzata da continue giravolte sente, giustamente, l’esigenza di un voto utile. Prendendo sul serio questa esigenza, a mio avviso, la conseguenza necessaria è che non bisogna votare PDL. Questo partito, con o senza Lega, non ha nessuna possibilità di vincere le elezioni e votarlo significherebbe disperdere il voto. Per loro l’unica possibilità per contare ancora qualcosa è di riuscire a bloccare la maggioranza al Senato, impedendo o quanto meno rendendo più problematica la governabilità.

 

La sfida è ormai tra Bersani e Monti ed il futuro governo sarà determinato in funzione dei risultati di questi due schieramenti. Per un voto davvero utile Oltre a rafforzare la governabilità e quindi escludere i partiti della protesta e della contestazione più o meno radicale ed eliminare dalle scelte il PDL caratterizzato da un Berlusconi impresentabile, occorre qualificare il voto. Il prossimo governo dovrà affrontare tempi molto difficili e per questo dovrebbe disporre di una maggioranza solida e compatta. Ammesso che Bersani ottenga un grosso successo dovrà fare i conti con le varie correnti che caratterizzano la sua coalizione, fronteggiare la crisi economica, mantenere una credibilità in Europa e nel mondo. Sono tre obiettivi molto, molto difficili da conciliare perché ciascuno richiederebbe scelte antitetiche.

 

Nel caso di vittoria di Bersani sono ipotizzabili due scenari. Il primo prevede il ritorno al voto dopo un periodo di crescenti difficoltà per l’impossibilità di governare le diverse spinte e le reazioni negative dei mercati finanziari. Il secondo è che ottenga l’appoggio dei veri moderati confluiti nelle liste Monti interessati a salvare il salvabile. In questo caso risulterebbe molto importante la composizione delle forze . Con Bersani al 35-38% occorrerebbe considerare, da un lato la percentuale attribuibile a SEL, dall’altro il risultato delle liste Monti, potendo queste essere un elemento di bilanciamento in proporzione della loro forza. Ma esiste anche un altro possibile scenario.