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Politica

CL & POLITICA/ Paolo Franchi: carissimi "nemici", siete fedeli alla vostra storia

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E, quanto all’idea che qualcuno di voi abbia seriamente scambiato Berlusconi per De Gasperi, magari facendosi convincere dai neocon e dagli atei devoti, ho troppo rispetto per la vostra intelligenza per pensare che le cose siano andate davvero così. Credo piuttosto che a mostrare sempre più vistosamente la corda sia stata una concezione per così dire “pattizia”, da potenza a potenza, del rapporto di Cl con la politica e con il potere, e che una simile difficoltà sia divenuta letteralmente insostenibile quando la crisi di questa politica e di questo potere si è dimostrata inarrestabile. 

Cl ne paga dazio, e non poteva essere altrimenti. Ci si può, anzi, ci si deve chiedere se i ripensamenti cui il comunicato esplicitamente si riferisce non siano tardivi. Io credo di sì, ma non penso per questo che siano fuori tempo massimo. Anche perché il rapporto con la politica non va reciso per rinserrarsi chissà dove, ma reinventato. Tenendo ben presente che, per quanto brutta sia la campagna elettorale appena iniziata, e per quanto incerta e oscura sia la direzione di marcia, tutto è entrato in movimento, e niente tornerà come prima. Nemmeno per i cristiani. Nemmeno per Cl. Che è chiamata a rischiare e a rischiarsi. Ha, penso, la fede, la cultura, il radicamento, le forze e le idee necessarie a farlo. Anche andando, come d’altra parte è sua vocazione antica, controcorrente. 

Io spero che questi miei carissimi nemici vogliano e sappiano farlo, perché penso che, senza movimenti come Cl, i cambiamenti della società e della politica di cui tutti proclamano la necessità non ci saranno mai. I miei auguri, da questo punto di vista, sono anche interessati. Di testa e di cuore.  

 

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COMMENTI
21/01/2013 - GRAZIE (Gianni MEREGHETTI)

Interessante questa sfida a reiventare la politica, interessante perchè poggia su quello da cui si può ripartire veramente, e quello che fa ricominciare non è un progetto migliore nè una intenzione a non commettere più errori. Viene in mente Hannah Arendt, “Il corso della vita umana diretto verso la morte condurrebbe inevitabilmente ogni essere umano alla rovina e alla distruzione se non fosse per la facoltà di interromperlo e di iniziare qualcosa di nuovo, una facoltà che.. ci ricorda in permanenza che gli uomini, anche se devono morire, non sono nati per morire ma per incominciare”. E' questa la sfida di oggi, la sfida a ritrovare dentro l'esperienza lo spiraglio che apre ad una costruzione che è nuova in quanto ha delle fondamenta sicure, ovvero poggia sull'umano. Quello di cui parla Franchi è proprio questo, la sua certezza che vi è un fattore di positività che rende sicuri di un cammino il cui scopo è più grande di ogni progetto e lo documentano gli uomini che sono commossi perchè toccati nell'umano, tanto da essere trascinati in una avventura che altrimenti non intraprenderebbero. Ciò che affascina è che tra errori ed incertezze si fa spazio qualcosa di più grande, capace di continuare il percorso travolgendo le barriere che noi stessi alziamo con la nostra mediocrità, ma nessuna di queste barriere è più forte del cuore che con costanza e continuità scava il solco dell'umano rendendo affascinante la vita fino alla politica dove ciò che c'è in gioco è che vinca l'UMANO!