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COMPAGNIA DELLE OPERE/ "Un bene per l'Italia e per l'Europa": il documento elettorale

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PER UN’EDUCAZIONE ALLA LIBERTA' E ALLA RESPONSABILITA'

Servono urgentemente misure affinché le famiglie, le scuole e gli enti di formazione professionale possano proporre ai giovani un’educazione che permetta loro di diventare soggetti liberi e responsabili nella società.

Il primo luogo dell’educazione è la famiglia, eppure persiste una sconcertante e irresponsabile assenza di sostegno culturale ed economico in suo favore. L’inversione di tendenza deve essere immediata.

Una politica per la famiglia che voglia definirsi tale dovrà prevedere una sensibile riduzione della pressione fiscale e misure più efficaci per armonizzare vita familiare e lavoro.

Il sistema scolastico ha bisogno di una riforma complessiva basata sul merito e su una crescente autonomia di tutti i centri scolastici, capace di riconoscere e valorizzare il docente come professionista e il pluralismo dell’offerta pubblica, statale e non statale, che dia a tutte le famiglie una possibilità di scelta.

Sulla formazione professionale occorre investire, eliminando al contempo i paletti burocratici che ostacolano l’alternanza scuola-lavoro. Occorre perciò rendere agibili in ogni Regione i percorsi di assolvimento dell’obbligo scolastico, con il sostegno ai nuovi Istituti Tecnici Superiori e la diffusione dei modelli educativi che si sono dimostrati più efficaci in questo campo. Bisogna sostenere l’apprendistato come percorso privilegiato per l’introduzione nel mondo del lavoro, recuperando e valorizzando la dignità del lavoro manuale che è alla radice di molti successi italiani.

Queste politiche rappresentano la strada maestra per ridurre la dispersione scolastica e la disoccupazione giovanile e per sostenere lo sforzo di crescita e innovazione del sistema delle imprese.

Perché siano valorizzati i capaci e i meritevoli è necessaria una sana competizione tra gli atenei, per cui possa emergere chi fa buona didattica e buona ricerca, incentivando programmi di scambi internazionali, stage, tirocini e praticantati all’estero e dottorati e master di qualità.


PER UNA IMPRENDITORIALITA' APERTA AL MONDO

Tutto il mondo riconosce alle imprese italiane la capacità di rispondere alle più alte esigenze di bellezza e di qualità. Garantire la crescita economica e occupazionale di cui il Paese ha bisogno significa rafforzare la loro produttività e capacità di innovazione. La globalizzazione dei mercati è un’opportunità e una sfida sia per i paesi emergenti sia per quelli più sviluppati. Devono perciò essere favorite le diverse forme di collaborazione fra imprese anche per sostenere l’internazionalizzazione come fattore decisivo nella ripresa economica.

Sono necessari la semplificazione burocratica e l’abbassamento reale del carico fiscale, soprattutto attraverso una detassazione degli utili reinvestiti nell’impresa. La riforma della giustizia civile dovrà dare certezza e tempestività alla soluzione delle controversie. Per finanziare queste politiche occorrono misure forti, orientate alla riduzione sostanziale della spesa pubblica: la fissazione di costi standard e il superamento dei tagli lineari uniti a un piano intelligente di dismissioni del patrimonio pubblico. La lotta all’evasione fiscale dovrà essere correlata a questi obiettivi, senza esagerazioni nelle modalità di controllo.


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COMMENTI
22/01/2013 - Dire e fare (Diego Perna)

........Nell’ultimo anno la politica italiana ha intrapreso una strada caratterizzata da serietà e credibilità internazionale, ottenute soprattutto attraverso il controllo dei conti pubblici e il tentativo di sburocratizzazione e snellimento della pubblica amministrazione. Il prossimo Governo dovrà proseguire su questa strada, che va comunque improntata alla crescita, aprendo nuovi spazi nella vita economica, sociale e culturale del Paese....Mi dispiace dirlo , ma controllare i conti pubblici, sempre sia vero che la spesa non é aumentata, e comunque tar tassando cosí famiglie e imprese, non può far ripartire i consumi interni e la crescita di nessuna attivitá che opera sul territorio. Se qualche impresa all' apice dell' innovazione esporta in Cina o Brasile, se giá non l' ha fatto, prima o poi andrá via dall' Italia. Io vorrei che nessuno s' illudesse che un nuovo governo, anche il migliore che Cdo possa immaginare, non potrá con mezzi consueti, ridurre il potere di banche e finanza bce fmi ecc che vivono sulle spalle ns da quando i paesi non sono piú sovrani e s' indebitano sempre piú a causa del signoraggio bancario. Cambiamo il sistema e ridiamo vero valore al lavoro del' uomo ,non a quello dei logaritmi finanziari. So che non é facile, ma queste cose bisogna dirle o almeno far capire che mentre si scrive un articolo così pieno di positivitá e speranza, di tutto ciò si tiene conto, per onestá nei confronti di chi legge. Buona giornata e buona fortuna