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COMPAGNIA DELLE OPERE/ "Un bene per l'Italia e per l'Europa": il documento elettorale

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Occorre ricreare un rapporto virtuoso tra banche e imprese, che assicuri anche con nuovi strumenti alle famiglie e alle imprese un accesso al credito e un sostegno ai nuovi investimenti, concorrendo a modificare, ove occorre, i criteri fissati a livello internazionale per il sistema bancario. è urgente superare l’intollerabile scandalo del debito della pubblica amministrazione verso le imprese che spesso le spinge in situazioni di grave difficoltà.

Sul lavoro, occorre procedere con più coraggio per assicurare una maggiore flessibilità in entrata, che oggi rappresenta un freno ancora troppo significativo e rischia di ingessare il mercato del lavoro. La collaborazione tra imprese e sindacati deve proseguire sulla strada appena intrapresa: la ricerca di un equilibrio tra competitività e tutela dei diritti è una delle grandi sfide dei prossimi anni e va affrontata senza conflitti ideologici.


PER UNA SOLIDARIETA' SUSSIDIARIA

Il sistema del welfare pubblico è in crisi profonda. Al contempo alle attività non profit non viene riconosciuto l’essenziale contributo che danno al Paese in molteplici campi – l’assistenza, l’educazione, l’integrazione sociale – proprio in un momento in cui la povertà e il disagio crescono in misura esponenziale.

Il recente dibattito sull’IMU ha messo in luce una difficoltà a comprendere – e dunque a rappresentare in sede europea – la specificità di enti che svolgono attività di impresa con finalità non lucrative e perseguono finalità di pubblica utilità.

Sarà indispensabile un riordino della normativa, volto a semplificare, dare chiarezza e superare la dicotomia pubblico/privato per permettere alle realtà del terzo settore di concorrere con norme chiare e trasparenti al bene comune e per riconsegnare ai cittadini la possibilità di scegliere liberamente chi possa rispondere al meglio ai loro bisogni.

Questo richiede di riconoscere il principio di sussidiarietà come criterio essenziale che valorizza la priorità della libertà e della responsabilità personale e associativa, per favorire chi è in grado di soddisfare la domanda di servizi, facendosi valutare per la qualità e la sostenibilità delle risposte che dà. Sussidiarietà non significa inserire i privati o il privato sociale laddove lo Stato non riesca a operare e nemmeno giustificare qualsiasi iniziativa che viene dal basso o liberalizzare i servizi a prescindere dalla loro efficacia ed efficienza.

Forse più che in altri settori, nessuna riforma sarà adeguata se non partirà dalla conoscenza reale di ciò che costituisce il nostro tessuto sociale. La riforma del sistema del welfare, dovrà essere sussidiaria anche nella sua genesi, con il coinvolgimento di tutti quei soggetti che già oggi ne sono i principali attori.


LA POLITICA CHE SERVE

Compagnia delle Opere incoraggia chi, in questo momento, decide di assumersi una responsabilità politica per dare al nostro Paese una prospettiva nuova. CDO non partecipa a una militanza partitica, ma segue con interesse il tentativo di chi si assume tale responsabilità nelle varie forze politiche.


COMMENTI
22/01/2013 - Dire e fare (Diego Perna)

........Nell’ultimo anno la politica italiana ha intrapreso una strada caratterizzata da serietà e credibilità internazionale, ottenute soprattutto attraverso il controllo dei conti pubblici e il tentativo di sburocratizzazione e snellimento della pubblica amministrazione. Il prossimo Governo dovrà proseguire su questa strada, che va comunque improntata alla crescita, aprendo nuovi spazi nella vita economica, sociale e culturale del Paese....Mi dispiace dirlo , ma controllare i conti pubblici, sempre sia vero che la spesa non é aumentata, e comunque tar tassando cosí famiglie e imprese, non può far ripartire i consumi interni e la crescita di nessuna attivitá che opera sul territorio. Se qualche impresa all' apice dell' innovazione esporta in Cina o Brasile, se giá non l' ha fatto, prima o poi andrá via dall' Italia. Io vorrei che nessuno s' illudesse che un nuovo governo, anche il migliore che Cdo possa immaginare, non potrá con mezzi consueti, ridurre il potere di banche e finanza bce fmi ecc che vivono sulle spalle ns da quando i paesi non sono piú sovrani e s' indebitano sempre piú a causa del signoraggio bancario. Cambiamo il sistema e ridiamo vero valore al lavoro del' uomo ,non a quello dei logaritmi finanziari. So che non é facile, ma queste cose bisogna dirle o almeno far capire che mentre si scrive un articolo così pieno di positivitá e speranza, di tutto ciò si tiene conto, per onestá nei confronti di chi legge. Buona giornata e buona fortuna