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COMPAGNIA DELLE OPERE/ "Un bene per l'Italia e per l'Europa": il documento elettorale

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Pubblichiamo il testo integrale del documento "Un bene per l'Italia e per l'Europa" a cura della Compagnia delle Opere


La scadenza elettorale arriva in un momento di grave crisi culturale, sociale ed economica. Questa circostanza interroga tutti e chiede in primo luogo che si affronti con verità e serietà la situazione politico-economica del Paese nel rispetto della singola persona e dei sacrifici sopportati fino ad ora da famiglie e imprese. Sincerità e sostenibilità delle proposte per il futuro sono ineludibili per una nuova fase di sviluppo. La sfida è grande, soprattutto sul fronte del lavoro, ma può trasformarsi in un’occasione per l’Italia di riprendere con vigore un cammino di costruzione e di bene. Il popolo italiano ha il desiderio, le capacità e le risorse per compierlo.

Ogni giorno vediamo persone, imprese e opere sociali affrontare le più diverse situazioni per renderle più consone alle esigenze di una convivenza veramente umana. Vediamo famiglie che cercano di accompagnare i loro figli nella scoperta di sé e del mondo in mezzo a tante difficoltà; imprenditori che non si rassegnano ai problemi che minacciano il loro sviluppo, ma cercano di innovare per superarli; tante iniziative personali e associative che aiutano i giovani nell’approccio al mondo del lavoro; opere che continuano a rispondere ai bisogni nonostante risorse sempre più limitate; insegnanti che, pur schiacciati dai limiti di un sistema scolastico burocratizzato, educano con passione e apertura.

Da queste esperienze il Paese può ripartire. Perché dimostrano come la libertà e la responsabilità della persona siano le fondamenta di una socialità capace di educare e formare professionalmente, di lavorare per creare condizioni di vita più favorevoli e di aiutare chi è in difficoltà. Il bene comune nasce proprio dal desiderio di bene e di bello che vive in ogni persona, si alimenta nella fedeltà a questo desiderio e si realizza attraverso l’impegno di ciascuno e la collaborazione fra tutti.

Sostenere la crescita di una tale socialità è il primo ed essenziale contributo che Compagnia delle Opere dà insieme a tante altre iniziative e associazioni. Vivere una tensione ideale in grado di plasmare passo per passo la vita sociale e lavorativa, rendendola sempre più vicina e utile alle esigenze fondamentali delle persone: questo è l’impegno decisivo senza il quale la società tende a diventare un amalgama indifferenziato di individui, dove da una parte prevale un individualismo che porta ognuno a perseguire il proprio interesse e dall’altra emerge uno statalismo invadente e inefficace.

Si finisce per assistere a una continua oscillazione fra liberismo e statalismo, posizioni figlie di una stessa idea di uomo privato della sua responsabilità. Una politica non radicata nella società diventa inevitabilmente autoreferenziale. Questo vale anche per l’antipolitica, la cui base non è l’enfasi del popolo ma, drammaticamente, l’enfasi del risentimento. Ma né la ribellione né la rassegnazione sono risposte adeguate. A chi si impegna ogni giorno per una vita più dignitosa, serve una politica che crei condizioni più favorevoli per valorizzare il bene presente in questo Paese.

Se non si imboccherà con coraggio questa strada, la società rischia di sfaldarsi e di lasciare il campo alla confusione, che incide sulle coscienze più dello spread.

Il primo compito della politica è di riconoscere quanto di positivo esiste e di definire con trasparenza le regole e i criteri per valorizzare le attività culturali, sociali ed economiche che contribuiscono al bene comune e al benessere delle persone. Proponiamo a tutti le priorità che vengono dalla nostra esperienza, perché è questo il criterio con cui valuteremo le proposte programmatiche di tutte le forze politiche.


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COMMENTI
22/01/2013 - Dire e fare (Diego Perna)

........Nell’ultimo anno la politica italiana ha intrapreso una strada caratterizzata da serietà e credibilità internazionale, ottenute soprattutto attraverso il controllo dei conti pubblici e il tentativo di sburocratizzazione e snellimento della pubblica amministrazione. Il prossimo Governo dovrà proseguire su questa strada, che va comunque improntata alla crescita, aprendo nuovi spazi nella vita economica, sociale e culturale del Paese....Mi dispiace dirlo , ma controllare i conti pubblici, sempre sia vero che la spesa non é aumentata, e comunque tar tassando cosí famiglie e imprese, non può far ripartire i consumi interni e la crescita di nessuna attivitá che opera sul territorio. Se qualche impresa all' apice dell' innovazione esporta in Cina o Brasile, se giá non l' ha fatto, prima o poi andrá via dall' Italia. Io vorrei che nessuno s' illudesse che un nuovo governo, anche il migliore che Cdo possa immaginare, non potrá con mezzi consueti, ridurre il potere di banche e finanza bce fmi ecc che vivono sulle spalle ns da quando i paesi non sono piú sovrani e s' indebitano sempre piú a causa del signoraggio bancario. Cambiamo il sistema e ridiamo vero valore al lavoro del' uomo ,non a quello dei logaritmi finanziari. So che non é facile, ma queste cose bisogna dirle o almeno far capire che mentre si scrive un articolo così pieno di positivitá e speranza, di tutto ciò si tiene conto, per onestá nei confronti di chi legge. Buona giornata e buona fortuna