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COMPAGNIA DELLE OPERE/ "Un bene per l'Italia e per l'Europa": il documento elettorale

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Deve prevalere una scelta dettata dalla responsabilità fattiva di fronte al bene comune: le logiche di potere personale o partitico, le scelte prese al di fuori di un dialogo costruttivo con l’Unione Europea non possono rispondere alle sfide che attendono il nostro Paese. Il Parlamento futuro dovrà vedere la convergenza di uomini e donne presenti in ogni schieramento capaci di affrontare i problemi con la massima lealtà e trasparenza, di emarginare con determinazione vecchie forme di corporativismo e di clientelismo, di abolire improprie sovrapposizioni tra partiti e istituzioni.

Nell’ultimo anno la politica italiana ha intrapreso una strada caratterizzata da serietà e credibilità internazionale, ottenute soprattutto attraverso il controllo dei conti pubblici e il tentativo di sburocratizzazione e snellimento della pubblica amministrazione. Il prossimo Governo dovrà proseguire su questa strada, che va comunque improntata alla crescita, aprendo nuovi spazi nella vita economica, sociale e culturale del Paese.

La nuova legislatura dovrà caratterizzarsi per un’autentica fase costituente che realizzi anche un federalismo in grado di responsabilizzare realmente le Regioni, premi la capacità dei territori di mettere in campo esperienze eccellenti, riduca le sovrapposizioni tra competenze dello Stato e delle Regioni. Si contribuirà, così, anche a creare le condizioni più favorevoli per una ripresa del Sud del Paese.

Nelle Regioni chiamate al voto, il percorso di modernizzazione intrapreso con successo in Lombardia, con leggi innovative che hanno consentito la libertà di scelta nei servizi essenziali – dalla scuola, all’assistenza, alla sanità – va consolidato e incentivato. Esso ha documentato come la sussidiarietà possa diventare un asse portante per il rinnovamento nell’amministrazione delle Regioni.

L’Italia ha bisogno dell’Europa e l’Europa ha bisogno dell’Italia. Senza il legame con gli altri popoli europei e senza l’Unione Europea, l’Italia è destinata a emarginarsi dal contesto economico e politico internazionale. Al contempo l’esperienza e la tradizione dell’Italia sono un contributo essenziale perché l’Europa non cada nella trappola di una tecnocrazia, ma possa trovare forme per una coesione forte e capace di valorizzare le diverse identità e tradizioni.

La sfiducia diffusa, che porta a un crescente astensionismo con la conseguente rinuncia alla responsabilità, va affrontata con un realismo audace che non chiede alla politica la salvezza, non crea aspettative messianiche destinate a inevitabili disillusioni, ma svolge il suo compito più dignitoso: quello di servire il popolo. A questo scopo sarà necessario un profondo rinnovamento dei partiti, indispensabile per la democrazia del Paese, e una riforma elettorale che restituisca al popolo il potere di scelta dei propri rappresentanti. L’Italia è forte di una cultura basata sulla persona, di una trama sociale che ha come prima risorsa la famiglia e di una creatività e intraprendenza che hanno stupito il mondo. Da questi cardini può ripartire, traendo nuovo vigore dalla tradizione cristiana dell’Europa. Invitiamo tutti a non venir meno al diritto-dovere del voto, esprimendo con libertà e coscienza la propria preferenza


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COMMENTI
22/01/2013 - Dire e fare (Diego Perna)

........Nell’ultimo anno la politica italiana ha intrapreso una strada caratterizzata da serietà e credibilità internazionale, ottenute soprattutto attraverso il controllo dei conti pubblici e il tentativo di sburocratizzazione e snellimento della pubblica amministrazione. Il prossimo Governo dovrà proseguire su questa strada, che va comunque improntata alla crescita, aprendo nuovi spazi nella vita economica, sociale e culturale del Paese....Mi dispiace dirlo , ma controllare i conti pubblici, sempre sia vero che la spesa non é aumentata, e comunque tar tassando cosí famiglie e imprese, non può far ripartire i consumi interni e la crescita di nessuna attivitá che opera sul territorio. Se qualche impresa all' apice dell' innovazione esporta in Cina o Brasile, se giá non l' ha fatto, prima o poi andrá via dall' Italia. Io vorrei che nessuno s' illudesse che un nuovo governo, anche il migliore che Cdo possa immaginare, non potrá con mezzi consueti, ridurre il potere di banche e finanza bce fmi ecc che vivono sulle spalle ns da quando i paesi non sono piú sovrani e s' indebitano sempre piú a causa del signoraggio bancario. Cambiamo il sistema e ridiamo vero valore al lavoro del' uomo ,non a quello dei logaritmi finanziari. So che non é facile, ma queste cose bisogna dirle o almeno far capire che mentre si scrive un articolo così pieno di positivitá e speranza, di tutto ciò si tiene conto, per onestá nei confronti di chi legge. Buona giornata e buona fortuna