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LISTE PDL/ D’Esposito (Il Fatto): Cosentino e gli "impresentabili" possono costare a Berlusconi un milione di voti

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Non direi. Non ha mai disposto della forza per imporre quel fantomatico partito degli onesti che aveva promesso nei mesi scorsi. Bastava assistere al balletto continuo tra la sede del Pdl in via dell’Umiltà, e Palazzo Grazioli per rendersi conto della sua totale subordinazione e Berlusconi. Ogni volta che si ipotizzava una nuova composizione delle liste, questa doveva essere sottoposto e approvata dal capo.

Come valuta la candidatura di Minzolini in Liguria?

Ormai, ha irrimediabilmente perso la faccia. L’essere stato al servizio del berlusconismo senza se e senza ma  comporta un prezzo molto alto: è stato, in passato, brillantissimo; il principe dei retroscenisti italiani. Ora, invece, ha bisogno di una collocazione. Chi sarebbe più disposto ad assumerlo dopo la sua militanza berlusconiana al Tg1?

Berlusconi.

Appunto. In  questo caso, così come in tanti altri, preferisce scaricare sulla politica dei costi che, altrimenti, dovrebbe accollarsi di persona. Gli fa più comodo tenere Minzolini in Parlamento a spese della comunità che assumerlo in Mediaset a 500mila euro all’anno, come si vociferava fosse intenzionato a fare.

Come giudica, infine, la compilazione della lista di Monti?

L’operazione si è rivelata estremamente deludente. Anzitutto, non si sono candidati i volti forti del montismo, come Passera, Montezemolo e Riccardi. Alla fine, salvo poche personalità eccellenti, si è trattato di una selezione fatta con il bilancino, utilizzando, ancora una volta, il Cencelli. 

 

(Paolo Nessi)

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