BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

CASO COSENTINO/ Di Fiore (Il Mattino): il voto di scambio oggi è gestito dalla borghesia

Pubblicazione:mercoledì 23 gennaio 2013

Foto: InfoPhoto Foto: InfoPhoto

Napoli. Nicola Cosentino obbedisce, ma non ci sta. Ha chetato di farsi da parte, non si presenterà alle prossime elezioni politiche ponendo fine a uno scontro interno al Pdl che durava ormai da tempo. L'ex coordinatore del Pdl in Campania parla di accanimento politico nei suoi confronti, un caso montato dalla sinistra per distruggerne la carriera: "Sono considerato una sorta di impresentabile per una montatura che comincia guarda caso nel 2008 quando ho preso in mano questa regione completamente rossa con un risultato elettorale straordinario" ha detto in conferenza stampa annunciando che non si candiderà più. Per Gigi Di Fiore, redattore del quotidiano napoletano Il Mattino sentito da ilsussidiario.net, "l'attacco politico che Cosentino denuncia nei suoi confronti appare francamente  qualcosa che non ha sostanza". Esistono atti giudiziari precisi, spiega Di Fiore, a suo carico molti dei quali risalgono a ben prima del 2008. Bene ha fatto Alfano, dice, a chieder che non si candidasse: "Senza voler essere giustiziasti a tutti i costi, in un momento così difficile per l'Italia è davvero ora che le forze politiche di qualunque parte, di desta e di sinistra, presentino candidati su cui non pesi alcun tipo di sospetto: è l'auspicio di tutti".

 

Come giudica la difesa di Cosentino? C'è davvero una strategia politica dietro la richiesta a non candidarsi, come dice lui?

 

Diciamo che ci sono molti atti giudiziari a suo carico così come ci sono diversi pentiti, mi sembra più di cinque, che parlano dei suoi rapporti con la criminalità organizzata. Cosentino ha costruito la sua carriera politica dal basso, partendo dagli enti locali prima in altri partiti poi in Forza Italia. Esiste una parentela molto discussa del fratello e poi accuse sui suoi interessamenti rispetto a certi affari. Gli atti giudiziari sono quelli e sono atti su cui hanno lavorato diversi pm e su cui si sono espressi gip e giudici del riesame.

 

C'è anche il sospetto di rapporti con il clan dei Casalesi.

 

Quella è l'accusa fondamentale, sarebbe uno dei referenti politici dei Casalesi. In casi come questo la dimostrazione di un vantaggio elettorale è sempre diabolica, molto difficile da dimostrare, ma come dicevo ci sono più ipotesi negli atti sui suoi contatti. Ma si tratta di aspetti di carattere giudiziario, che lui ne faccia una interpretazione di tipo politico sinceramente mi sembra evadere il nocciolo del problema, che è penale.

 

Per Cosentino è il suo ruolo di coordinatore regionale del Pld che ha scatenato questa guerra contro di lui.

 

Ma stiamo parlando del 2008 e Cosentino era già discusso e già coinvolto in inchieste giudiziarie. Ci sono state campagne elettorali decisamente portate avanti contro di lui, citando le accuse, negli ultimi anni: Cosentino fa politica da tanto tempo e gestisce un pacchetto di voti personali enorme.

 

Secondo lei come reagiranno i napoletani alla notizia che non si candida? Positivamente?

 

Credo di sì, ormai a destra come a sinistra è veramente un impresentabile. Di questi caso se n'è parlato tanto e chiunque abbia fatto una campagna contro il Pdl ha citato il caso Cosentino. Non so davvero come il Pdl potesse pensare di inserirlo in lista con tutti i rischi per i problemi che ne derivano. A livello di opinione pubblica il suo nome non è difendibile. Negli ultimi anni si è anche assistito a una forte polemica interna al suo partito sulla sua presenza: diciamo che Cosentino  è uno che si è mosso parecchio.

 

Alfano è stato il dirigente del Pdl che di più lo ha contrastato.


  PAG. SUCC. >