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VISTI DA SINISTRA/ Perché Bersani ha lo stesso programma di Berlusconi?

Silvio Berlusconi in tv (Infophoto) Silvio Berlusconi in tv (Infophoto)

Il segreto di una nuova politica è quello di sapere intrecciare il carattere emblematico e generale della proposta con la sua articolazione progettuale concreta e pronta a diventare operativa. Non servono grandi dissertazioni. Ci vuole invece la capacità di produrre un mix comunicativo dove utopia e concretezza diano allo stesso tempo la dimensione del presente e una prospettiva per il futuro. 

La strada imboccata da questa fase elettorale è proprio all’opposto di quanto ho cercato di argomentare. La scena politica è oramai tutta assorbita dal sistema mediatico e l’inseguimento del giornalismo italiano soltanto delle notizie che fanno scoop impedisce una vera discussione pubblica democratica che dovrebbe restituire ai cittadini la vera libertà di voto che si basa soprattutto sulla verità dei fatti e sull’attendibilità delle informazioni. 

Non può non impressionare la contraddizione tra la drammaticità della crisi che colpisce la vita di ciascuno, e la pochezza delle argomentazioni che viene adoperata per richiamare l’attenzione di quanti sono disperatamente in attesa di una vera e propria svolta nella vita del Paese. Che ancora non si vede.

 

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COMMENTI
24/01/2013 - svarione nel titolo (Giuliano Fasani)

Ho l'impressione che il titolo sia proprio sbagliato. Il contenuto dell'articolo porterebbe a titolare "Perchè Bersani ha lo stesso programma di Monti?". Condivido la preoccupazione dell'autore sui giornalisti che non aiutano a discutere i problemi ma a cercare il sensazionalismo.

 
24/01/2013 - Refuso o profezia? (Daniele Scrignaro)

Credo ci sia stata una svista nel titolo, cioè, l'articolo dice che "Eugenio Scalfari, in uno dei suoi commenti domenicali, ha messo in evidenza come i vari punti dell’agenda Monti non siano dissimili dalle proposte del Pd e da più parti si chiede a Bersani di rendere esplicite le discriminanti su cui costruisce la propria differenza." Quindi "stesso programma" Bersani-Monti, non Bersani-Berlusconi. Ma a ben pensarci potrebbe essere profetico, infatti, nel 1994-2011 chi ha mai visto un programma (patto, contratto) realizzato? Quindi i programmi non contano nulla, forse bisogna guardare chi ha fatto per il bene comune e come l'ha fatto. O, almeno, chi ha accettato di sporcarsi le mani con una situazione al collasso e adesso propone di mettere assieme dopo il voto i riformatori di entrambe le parti, abbandonando gli interessi della sola propria parte per risollevarci assieme. "Che sia sempre affermato il valore di ogni singola persona e che tutte le energie positive che si annidano nella società, sostenute da ideali diversi, vengano liberate" (Vittadini, qui, ieri).