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CATTOLICI E POLITICA/ Violante: le "falangi" della Chiesa? Le vede solo Repubblica

Luciano Violante (InfoPhoto) Luciano Violante (InfoPhoto)

Non mi pare che stiano entrando in Parlamento falangi di cattolici che voteranno compatti solo per obbedire a una indicazione delle gerarchie della Chiesa. Non è mai accaduto nemmeno ai tempi della Dc. Basti pensare ai grandi dibattiti che portarono alla legalizzazione del divorzio o dell’aborto. Credo, in ogni caso, che il mondo laico dovrebbe misurarsi con questi temi. Il problema posto dal direttore di Repubblica è serio. Tuttavia, ma spero di sbagliarmi,  mi è sembrato frutto di un atteggiamento difensivo, che non punta all’approfondimento di un rapporto quanto alla determinazione dei reciproci confini tra mondo laico e mondo cattolico.

Resta il fatto che esiste un gruppo di cattolici che sulle questioni etiche ha una sensibilità comune, non di rado espressa durante le votazioni. E’ credibile che costoro votino su ordine dei vescovi?

Non dimentichiamo che a volte una politica debole cerca legittimazione attraverso un uso strumentale del messaggio della Chiesa. Detto questo non mi risulta che le indicazioni dei vescovi siano state sempre seguite pedissequamente. Sostenere il contrario solleverebbe nei loro confronti, aprioristicamente, l’accusa infamante di non essere in grado di agire secondo la propria  libertà di coscienza e il proprio discernimento. 

 

(Paolo Nessi)

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