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(IN)GIUSTIZIA/ Mirabelli: spezzare il patto tra (certi) pm e i giornali

Pubblicazione:domenica 27 gennaio 2013 - Ultimo aggiornamento:domenica 27 gennaio 2013, 10.11

Una toga (Foto: Infophoto) Una toga (Foto: Infophoto)

L’equilibrio e l’imparzialità dovrebbero essere garantiti dall’organo di autogoverno della magistratura. Direi che, in ambito disciplinare, l’incisività dell’azione del Csm si sta sempre più ampliando. 

Come va affrontata, invece, la questione della carceri sovraffollate? 
C’è un discostamento dagli standard degli altri Paesi con pari civiltà giuridica, anzitutto, perché il 40% dei detenuti è in carcerazione preventiva; un istituto utilizzato non di rado come anticipazione della pena, nonché un problema enorme che andrebbe affrontato con forme custodiali diverse, improntate alla cautela. In ogni caso, il sovraffollamento, rappresenta un elemento di particolare gravità. La garanzia dei diritti umani è un dovere dello Stato non solo come assicurazione di civiltà, ma anche sul fronte costituzione. La carcerazione, infatti, deve avere come obiettivo anche la rieducazione. 

Si è parlato poco o niente di responsabilità civile per i magistrati.
Non credo che rappresenti la questione risolutiva per la funzionalità della giustizia. Credo, oltretutto, che occorre prestare molta attenzione a non veicolare una responsabilità diretta tale da indurre il giudice ad essere timoroso nei con fronti di chi può agire con azioni risarcitorie nei suoi confronti. 

Cosa ne pensa, invece, della separazione delle carriere? 
La Costituzione lo consente; l’importante, è che le garanzie previste per i pm siano uguali a quelle per giudici. Entrambi, cioè, devono continuare a fare parte dell’ordinamento giudiziario. Onde evitare che i primi diventino, in qualche modo, espressione del potere esecutivo, cosa che rafforzerebbe il sospetto di eventuale politicizzazione.

 

(Paolo Nessi)



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