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Politica

ELEZIONI & MEDIA/ Klaus Davi: da twitter alla tv, i miei "voti" a Bersani, Berlusconi, Grillo e Monti

Beppe Grillo (InfoPhoto)Beppe Grillo (InfoPhoto)

Ovviamente non ne esiste un solo “modo”, altrimenti noi specialisti saremmo tutti senza clienti. Ogni politico ha delle peculiarità e, soprattutto, delle necessità che durante la campagna sono spesso condizionate dall’attualità e dalla cronaca. Il lavoro è mantenere la giusta miscela ed equilibrio tra gli ingredienti per tutto il periodo elettorale. Attaccare quando è il momento giusto e saper tacere in altri. In ogni caso il politico deve sempre dare l’idea di avere sotto controllo ciò che fa o afferma. A quel punto può essere più o meno aggressivo o pacato, il modus è funzionale agli obiettivi. 

Come giudica la strategia comunicativa dei singoli leader politici? Crede sia efficace?

Nonostante tanti discorsi e esaltazioni della politica per il web e i social network, la televisione rimane centrale nella corsa elettorale. Attira più potenziali elettori, soprattutto gli indecisi. Berlusconi ha puntato sull’esplosività delle performance televisive come ha dimostrato da Santoro e durante i molteplici contraddittori, Gruber e D'Amico su tutti. Bersani non ha motivo di alzare i toni, sta mantenendo un profilo basso e sornione, lascia esporre Monti e Berlusconi, gioca di sponda, anche se ora sulla delicata vicenda Monte Paschi ha attaccato. Monti, nella sua trasformazione in politico aggressivo, non sempre risulta credibile agli elettori che si domandano quale sia la sua vera natura: il Monti “Doctor Jekyll, british e cool” che presiedeva il governo è un’immagine lontana dall’alter ego “Mr. Hyde”, il "cattivo" delle ultime esternazioni. Rischia di perdere identità.

E’ quindi Berlusconi a sfruttare al meglio lo strumento televisivo? Cosa pensa invece degli altri?

Berlusconi è ancora il più efficace, anche se in questa campagna è eccessivamente estremo e alla lunga è difficile mantenere una tensione di questo tipo; rischia di diventare un cliché e di perdere efficacia a poco meno di un mese dalle elezioni. Monti sta migliorando, ma deve stare attento a non risultare troppo politicizzato, sarebbe un’eccessiva contraddizione con la sua immagine tecnica.

La carta stampata è ancora capace di veicolare tali messaggi o oramai ci troviamo in un'era esclusivamente 2.0?

La carta stampata ha ancora una grande importanza. Ottimi giornalisti politici e editorialisti influenzano il dibattito e spesso i loro messaggi sono amplificati dai social network, dai blog, dalle testate online che fungono da cassa di risonanza. L’aspetto della moltiplicazione dei piani mediatici è ormai fondamentale per i politici e in tutto ciò la stampa ha ancora una funzione basilare.

Come crede si svolgeranno le future campagne elettorali?