BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

ELEZIONI & MEDIA/ Klaus Davi: da twitter alla tv, i miei "voti" a Bersani, Berlusconi, Grillo e Monti

Pubblicazione:

Beppe Grillo (InfoPhoto)  Beppe Grillo (InfoPhoto)

Se Beppe Grillo è il “vero maestro” della comunicazione politica 2.0, Mario Monti fatica ancora molto a trovare la propria dimensione tra tweet, post e social network. Contattato da Ilsussidiario.net, Klaus Davi propone una speciale classifica dei leader politici promossi e bocciati nell’utilizzo dei nuovi media e nella capacità di raggiungere anche l’elettorato che popola costantemente la Rete. “E’ indubbio che nell’utilizzo dei new media il vero maestro sia Grillo”, ci spiega. “Ha iniziato in tempi in cui il tema era lontano anni luce dall’agenda della comunicazione politica. Ha incarnato per anni il popolo della rete e la sua voglia di cambiamento. Tuttavia nella marmellata mediatica della campagna elettorale questo suo aspetto alternativo sta perdendo propulsione, insomma un 10 ma senza lode”.

Chi troviamo dopo Grillo?

Maroni, voto 8. La Lega ha sempre fatto un uso sapiente dei media per compattare e informare i suoi sostenitori. Non ingannino i raduni, Radio Padania Libera e le affissioni sono state il mitico e reale cardine della comunicazione. In via Bellerio sono pragmatici, senza fronzoli. E il nuovo sito Lega 2.0, che si apre con Bruce Springsteen (che tanto piace a Bobo) e un filmato celebrativo del nord, prosegue nel solco della tradizione: funzionale, completo ed efficace…

A seguire?

Bersani, voto 7. Il Pd ha un apparato di comunicazione preparatissimo su tutti i media. E tuttavia la linea deve essere omogenea con l’agenda politica. Nel Pd nulla è fatto a caso, basta guardare il sito: c’è tutto, al posto giusto, perfetto. Ecco, troppo perfetto, e il tutto risulta troppo freddo.

Ci avviciniamo alla sufficienza…

Berlusconi, voto 6. Il suo media è la televisione, dove giganteggia e, ultimamente, esonda. Il Pdl ha ovviamente una necessità di presidio del web che la squadra del Cavaliere svolge molto diligentemente, con un buon mix di siti e social network. Tuttavia lo spot è lui, il simbolo è lui, il medium è lui. E quindi per lui il web è funzionale, ma non centrale.

Monti bocciato?

Monti, voto 5. E’ quanto di più lontano dai new media ci possa essere. La prima twitterata tanto strombazzata dai media è stata un flop. E’ impensabile allunare su Twitter e pensare di dettare il gioco. Su internet devi essere naturale, vero, modesto. Il “fake” irrita. Monti dà l’idea di essere abituato a mettere gli strumenti al servizio delle sue necessità, mentre i new media richiedono l’inverso.

Da Grillo, a Berlusconi fino a Bersani: quale crede sia il modo più convincente o giusto (se ne esiste uno) per comunicare i diversi punti di un programma politico? 


  PAG. SUCC. >