BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

SONDAGGIO ELEZIONI/ Così Monti può fermare il "pendolo" che oscilla dal '94

Il sondaggista ARNALDO FERRARI NASI spiega, a un mese dalle elezioni, le intenzioni di voto degli italiani ripercorrendo quanto avvenuto in passato, in particolare dal 1994

InfoPhoto InfoPhoto

L’autocollocazione, cioè quanto ognuno di noi dice di sentirsi “a destra” o “a sinistra”, è uno dei valori più classici delle rilevazioni politiche ed è anche uno dei più stabili ed affidabili. E’ molto semplice da comprendere da parte di tutti gli intervistati, anche dalle fasce più anziane o meno istruite, ed è un concetto chiaro e sempre uguale nel tempo. Molto più ad esempio delle intenzioni di voto per i partiti, che vengono maggiormente influenzate dalle sigle, dai nomi dei leader, dalle alleanze, dalle contingenze del panorama politico.

E’ poi importante capire come, nei sondaggi politici, dichiararsi di centrodestra o di centrosinistra assuma una sfumatura molto importante: una valenza premiante o punitiva per l’area politica di appartenenza e di conseguenza per i partiti che la compongono. Può succedere che più elettori di una certa area (centrodestra o centrosinistra), scontente dall’operato dei partiti di riferimento, alla domanda sull’autocollocazione rispondano di non sapere o di non voler dire. Questo, a livello percentuale, indebolisce proprio quello schieramento ed ingrandisce quello avversario.

E’ proprio con questo parametro che ora si può fare un’analisi riassuntiva di questo quasi ventennio chiamato “Seconda Repubblica”. Alla vittoria di Silvio Berlusconi, nel 1994, l’Italia è ancora un paese che in maggioranza si definisce di centrosinistra (54%). Nel senso del “centrosinistra storico”, quello del pentapartito in opposizione al Pci/Pds. Il concetto di bipolarismo come oggi lo conosciamo sarà proprio il Cavaliere a portarlo una volta iniziata la sua carriera politica.

Con Dini, subentrato con il “ribaltone” nel ’95, la situazione non varia e L’Ulivo vince le elezioni l’anno successivo. Il Governo Prodi però, sebbene sia il primo governo di centrosinistra della storia della Repubblica, rimane spesso impantanato per via di tensioni interne. Ed ecco come l’opinione pubblica comincia a “punire” il centrosinistra consentendo un forte recupero al centrodestra a partire dal 1998. Da quando il Professore cade, si dice per il tiro orchestratogli da D’Alema e da esso sostituito, il centrosinistra diventa minoranza (48%).

Né la situazione muta con il Governo Amato, il quarto della legislatura, con la conseguenza che l’Italia si trova pronta per la vittoria della Cdl alle Politiche del 2001. Ma non appena questa vince, inizia a litigare. E subito dopo l’opinione pubblica si fa sentire: nel 2003 il centrodestra è al 48%, nel 2004 al 45%, nel 2005 al 43%. Nel 2005 la débacle della coalizione alle Regionali (12 regioni su 14 agli avversari) e di li a poco la caduta del Governo Berlusconi II. Nell’ultimo anno di legislatura, quello della grandiosa rimonta del Cav in campagna, vi è un sensibile recupero anche nel campo dell’autocollocazione. Ma non sufficiente e il centrosinistra, con L’Unione, nel 2006 va al governo.