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ELEZIONI & CHIESA/ Tornielli: nessun endorsement, ma un "programma" per tutti

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Un richiamo perché alla fine non vengano sprecati i sacrifici sostenuti dagli italiani. Questo il senso vero della prolusione. C'è poi la preoccupazione per l'aspetto antropologico. Il cardinale Bagnasco si è soffermato nella sua ultima parte della prolusione, ricordando come la famiglia sia stata ancora una volta l'elemento fondamentale per la coesione sociale. Dice espressamente che la famiglia «non può essere indebolita da ideologie antifamiliari o similfamiliari, che vorrebbero ridefinire la famiglia e il matrimonio mutando l'alfabeto naturale e istituendo modelli alternativi che la umilierebbero alimentando il disorientamento educativo».

C'è pure un passaggio sulla recente sentenza della Cassazione sull'adottabilità da parte delle coppie omosessuali, che «oltre a essere stata immotivatamente ampliata a nella propria valenza, non può certo mutare la domanda innata di ogni bambino: quella di crescere con un papà e una mamma nella ricca armonia delle differenze».

Questo è un altro richiamo a chi in questo momento sembra che voglia lasciar perdere questi temi, che li fa scivolare via, quasi senza prendere una posizione precisa. E' un monito a prendere una posizione. Quella che viene detta biopolitica è ormai una frontiera immancabile di qualsiasi programma. Quindi non ha senso, secondo il cardinale Bagnasco, nascondere gli argomenti, riconoscendo solo all'economia cittadinanza elettorale, perché è un fenomeno che in questo momento brucia. Il monito di Bagnasco alla politica sta in questa frase: «Quando la Chiesa si interessa dell'inizio e della fine della vita lo fa anche per salvaguardare il “durante”, perché le sta a cuore tutto l'uomo, la cui dignità non è a corrente alternata».


(Gianluigi Da Rold)

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